Giovani, si parla sempre meno di droga in famiglia

Pubblicato: 13 dicembre 2011 in Notizie su sostanze e dipendenze
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Secondo quanto emerge da una ricerca a cura di Telefono Azzurro ed Eurispes, oltre il 50% degli adolescenti dichiara di non parlare mai del consumo di droghe con i propri genitori, il 36% circa dichiara di farlo occasionalmente ed appena l’8% frequentemente. Abbastanza tabù, per i giovani, risulta anche l’argomento della sessualità. Dalla ricerca emergerebbe, per contro, una volontà da parte dei genitori di discutere di questi temi, probabilmente non corrisposta dai figli, che preferiscono mantenere tali argomenti entro la propria sfera privata. Sin qui nulla di nuovo, verrebbe da dire: solo una normale tendenza, da parte dei più giovani, ad evitare il confronto e spesso a “chiudersi a riccio” rispetto all’universo adulto. Quello che però si nasconde, forse, dietro a tutto ciò, è una più marcata difficoltà comunicativa che oggi sembra manifestarsi tra le generazioni, a dispetto di una relazione genitori/figli che sembra somigliare sempre più ad un rapporto amicale. Attenzione dunque a prendere troppo alla lettera le ricerche e le statistiche, rischiando false interpretazioni. Non è necessariamente vero che gli adolescenti non vogliano parlare del consumo di droghe (o della sessualità) coi propri padri e le proprie madri, probabilmente il problema è che vi sono sempre meno occasioni concrete per farlo, e che sempre più spesso i figli trovano, come unici mentori o (pseudo) autorità su questo tema le informazioni della TV (quando ci sono) o dei siti Internet. Col rischio di essere dispersi in un mare confuso di affermazioni non sempre veritiere.

[fonte articolo: ADUC Droghe- http://droghe.aduc.it/notizia/figli+non+parlano+sesso+droga+coi+genitori_124475.php ]

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Commenti
  1. genny scrive:

    fumo extasy… mi sono ritrovato per molti anni sono antidepressivi e antiansiotici.. non ne uscirò mai piu! no alla droga!

  2. Marco Vagnozzi scrive:

    Mi è quasi sempre capitato di sentire casi di persone che inghiottivano pasticche di ecstasy, mentre più raramente ho sentito parlare di MDMA inalata o iniettata. In questi casi, peraltro, l’assunzione di ecstasy è spesso preceduta da una condizione di dipendenza da altre sostanze, ad esempio oppiacei.
    Qui (a meno che non si tratti solo di una tua provocazione!) la contemporanea assunzione di farmaci antidepressivi o altro denota che probabilmente dietro c’è una situazione seria. L’affermazione “non ne uscirò mai più”, però, è un po’ troppo fatalista. Certo di fronte al policonsumo le strategie di trattamento, riabilitazione, recupero sono più difficili, perché possono sorgere problematiche psichiche assai complesse da trattare e che spesso richiedono a loro volta un intervento ad hoc. Tuttavia è possibile uscirne.

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