Il movimento straight edge: quando la musica va controcorrente

Pubblicato: 25 gennaio 2010 in Lavori e prodotti dei ragazzi
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Oggi abbiamo scelto di trattare una tematica in netto contrasto con il contenuto dell’ultimo post. Nella precedente news del blog abbiamo riportato infatti le dichiarazioni di alcune rockstar, favorevoli al consumo di droghe. Stavolta abbiamo pensato di proporre la storia di un movimento alternativo, nato come sotto-genere del punk americano, lo straight edge, che presenta alcune particolarità interessanti per il nostro progetto. Ringrazio Luca De Martino (III AS Majorana) che ha realizzato l’articolo, al quale ho fatto qualche piccola aggiunta.

Lo StraighEdge, conosciuto anche come sXe, è un movimento nato tra la fine degli anni 70 e gli inizi dell’80. E’ stata forse la voce più fuori dal coro della musica, infatti con se portava un sacco di stranezze per quegli anni: niente tabacco, niente droghe e niente alcol, con lunghi periodi di astinenza dal sesso, a volte perfino il vegetarianismo. Il nome si deve al primo gruppo che lanciò questo movimento in modo effettivo: i Minor Threat, la cui canzone più famosa si chiama appunto Straight Edge e risale al 1981. Il contesto musicale era quello dell’hardcore punk, vivo già dalla fine degli anni ’70. Un altro tratto caratteristico fu il rifiuto, da parte di queste band, di identificarsi totalmente con una moda o un abbigliamento: il look era per lo più essenziale e casuale (jeans scuciti, magliette, felpe), ma privo della ricercatezza e degli estremi (creste colorate, borchie e quant’altro) del primo punk.

All’inizio questo movimento si sviluppò nelle zone di Washington DC e New York, e i vari gruppi legati allo sXe erano idealizzati sul Punk ‘77 e sulle idee di individualismo, idee vive già un po’ di tempo prima dei Minor Threat. Negli anni nacquero molti altri gruppi e lo straight edge iniziò a diffondersi un pò ovunque. Tra i gruppi più importanti si possono ricordare Gorilla Biscuits, Judge, Bold, Youth of Today, Chain of Strength e Slapshot, tutti caratterizzati da ritmi rapidissimi, canzoni di breve durata, testi di protesta e ribellione sociale.

Negli anni 90 i gruppi dello sXe erano conosciuti ormai in tutto il mondo. Molti affermano che i membri dello sXe erano potenzialmente violenti e spesso usavano la violenza per diffondere i loro ideali. In questo periodo si accentuò anche il vegetarianismo (anche nella sua variante più rigida, quella vegan) che fu propagandato come ideale politico-sociale, e insieme a questo molti gruppi iniziarono anche ad occuparsi di diritti umani ed animali. I media americani fecero a lungo apparire  il movimento straight edge come semplice gang di violenti. Come risposta a queste accuse i gruppi iniziarono a tenere concerti anche con band che non condividevano al cento per cento il loro ideale, per poter diffondere la loro voce. La X rimase il simbolo del movimento, veniva disegnata sulla mano. la variante fu messa dai Minor Threat, che al posto delle tre stelle della bandiera di Washington avevano messo, in modo provocatorio, tre X. La filosofia straight edge ha poi avuto qualche piccolo seguito anche nella scena alternativa di altri paesi, compresa l’Italia.

I Minor Threat

Quel che colpisce non è solo la scelta, da parte dello straight edge, di temi politici radicali, quanto proprio il secco no a qualsiasi forma di dipendenza da sostanze, sia illegali sia legali. Gruppi come i Minor Threat, i Gorilla Biscuits e gli Youth of Today, pur nell’essenzialità della loro musica, fatta di pochi accordi e rigorosamente rispondente alla filosofia del do-it-yourself (i componenti delle band realizzavano a mano le copertine ed auto-producevano i propri dischi, in aperta polemica con le major discografiche), si ribellarono alla logica che per anni aveva dominato, e probabilmente rovinato, il rock’n roll ed il punk: al posto del “no future” cantato a squarciagola come urlo disperato dai Sex Pistols (presto caduti nel tunnel della droga, di cui Sid Vicious rimase vittima), e al posto delle esperienze psichedeliche e lisergiche degli anni ’60 e ’70, gli straight edge proponevano una ribellione sociale altrettanto forte nelle parole, ma anche più cosciente e molto meno auto-distruttiva. Forse il messaggio più alternativo mai proposto dal rock nel suo insieme.

Qua sotto potete ascoltare un pezzo dei Gorilla Biscuits abbastanza rappresentativo del movimento straight edge.

commenti
  1. Luca De Martino scrive:

    Peccato che per l’aspetto ‘violento’ sia stato estremizzato, altrimenti sarebbe stata un bella rivoluzione sociale. I problema che questo tipo di filosofia di vita è molto scomoda allo stato (sul tabacco lo stato guadagno moltissimo, basta pensare che un pacchetto di sigarette costa intorno ai 4 euro, e quasi la maggior parte delle persone fuma), e la musica per ascoltarla e concepirla bisogna essere aperti (cosa che poche persone oggi riescono ad esserlo, specialmente in America dove non esiste una via di mezzo ma ci sono categorie per tutto, come quasi in tutto il mondo ormai).

  2. samchok scrive:

    Bell’articolo!
    Ricordo che l’idea di una vita senza eccessi non è solo prerogativa dei gruppi hardcore più “violenti”. Pensa ai Descendents (canzoncine ironiche o d’amore con ritornelli estremamente semplici da memorizzare) e alle loro irriverenti critiche al movimento straightedge più integralista:

    You can freak out, you can shoot up / You can fall down, you can self destruct / Just leave me alone […] So don’t misunderstand what I say / It’s hard to say not and not OK / Just take the drugs out of sex and drugs and rock and roll / All I want is some Good Clean Fun

  3. marcovag scrive:

    sicuramente i Descendents sono geniali, da questo punto di vista. Personalmente credo che l’hardcore straight edge sia stato un movimento davvero coraggioso, se vogliamo anche l’unica vera contro-cultura. Specie se si pensa che il consumo, da quello di prodotti del mercato a quello di sostanze (legali o illegali) è stata la parola d’ordine di qualunque altra presunta contro-cultura. E’ stato così per gli hippy e per molti altri movimenti di protesta che si sono chiusi in se stessi proprio a causa dei famigerati “paradisi artificiali”

  4. Avve93 scrive:

    Sapevo anche io di questo movimento e aggiungo solo una curiosità…il simbolo scelto dagli esponenti di questo movimento,come dicevate, è una X impressa sul dorso delle mani,questo perchè fino a qualche anno fa,in inghilterra mi pare, era consuetudine fermare i minorenni all’ingresso dei locali ed imprimere ad essi questo segno che serviva da segnale ai baristi “io non posso bere” ^^ almeno così la so io, l’ho sentita dire da un giornalista sportivo,Stefano Benzi,il quale ama il punk e il rock trash e divaga volentieri durante le sue trasmissioni!

  5. marcovag scrive:

    interessante quest’ultima curiosità! non ne ero assolutamente a conoscenza!

  6. Dr.M scrive:

    Mi permetto (con molta umiltà) di chiarire qualche punto.

    Lo straight edge non aspira al ruolo di dottrina (anche se è difficile sfuggire a integralismi e colorite mitomanie che finiscono per snaturarne l’essenza). Straight edge è un approccio critico alla società (specie quella consumistica degli anni ’80): una riscoperta delle qualità intellettuali e propositive dell’uomo come produttore di significato e come creatura attiva nel mondo. Riconoscimento e rispetto credo si possano individuare come i pilastri del “movimento”.

    Letteralmente “bordo dritto”, o anche “profilo retto, onesto”. E, se ben analizziamo il testo dei Minor Threat, scopriamo l’immagine di una persona che non si appoggia (to crutch) agli espedienti di una società sostanzialmente misera, incivile e senza obiettivi. Le persone oggi, dicono i Minor Threat, sono come morti viventi vittime del potere.

    Lo straight edge, quindi, ha natura “libertaria”, ed è naturale che ognuno lo interpreti a modo suo (vegan, animalisti, no global, ecc). Ma i pilastri rimangono: il riconoscimento di ogni punto di vista e il rispetto di tutte le posizioni.

    NOTA BENE: i gruppi violenti di cui parlate si chiamano “heat edge” (molto simili a “skin head”, “nazi punk”, “red skin”, “street punk” o “punk oi!”). E la X del simbolo è il segno che veniva messo sul dorso delle mani dei minorenni, nei locali americani, per segnalare ai baristi che non potevano servirgli alcolici…

    Ciao a tutti🙂

  7. marcovag scrive:

    Grazie per le ottime puntualizzazioni. Preciso che da parte mia, ma potrei dire nostra, non c’era alcun intento di presentare lo straight edge come una “dottrina” ma appunto come un movimento sinceramente controcorrente e, come dici giustamente tu, “libertario”. Profilo retto, profilo onesto: sono ottime traduzioni che fanno capire l’opposizione agli “espedienti”, alle innumerevoli distrazioni ed anche alle forme di dipendenza a cui ricorre sovente la nostra società.

    Quanto alla violenza di certi gruppi, sono sicuro che si trattò di una minoranza, peraltro non direttamente connessa al movimento straight edge. Non metterei tuttavia sullo stesso piano nazi punks, skinheads ecc., benché tutti siano contrassegnati dalla violenza: “skinhead” ad esempio è un termine complesso e spesso frainteso, che designa un universo ben più ampio di quello che l’opinione pubblica e i media solitamente dipingono.

    Grazie ancora per il tuo prezioso commento, che in fondo non ci ha portato neanche troppo “off topic”: è bello parlare di argomenti diversi anche su un blog come questo, dedicato in prevalenza alle dipendenze ed al consumo di sostanze..

  8. Punk scrive:

    Ottimo articolo e puntuali chiarimenti. Grazie. Saluti libertari

  9. evicaro scrive:

    So che è un articolo vecchiotto ma devo correggervi su un paio di imprecisioni… premettendo che sono uno Straight Edge

    1) Lo straightedge non prevede nessuna astinenza dal sesso in generale, ma solo il rifiuto di relazioni sessuali senza amore e un rapporto il minimo stabile… insomma, non andare a prostitute e niente “trombate da una notte”…

    2) Gli Hate Edge (e non heat) sono sXe’rs neofascisti… praticamente considerano la via Edge pari al “culto del corpo”…

    3) Straight edge non vuol dire “non drogarti, non fumare, non bere alcolici, non fottere in giro” ma “io non mi drogo, io non fumo, io non bevo alcolici e io non fotto in giro, ma siamo fratelli comunque”… che è ben diverso, perchè non siamo dei bacchettoni nonostante consigliamo a tutti una vita più salutare e intelligente… non ci arroghiamo il diritto di dire alle persone cosa devono fare o pensare, e non ci sentiamo migliori delle altre persone.

    4) Non si può essere Straight Edge senza amare l’hardcore… è una cosa fondamentale… uno che segue i valori Straight Edge ma non ama l’hardcore è semplicemente una persona che condivide i nostri valori, ma non uno Straight Edge…

    5) Alcuni sXe sono scaduti nella violenza perchè hanno perso quella che nel mondo hardcore si chiama “PMA” (positive mental attitude)… ci sono persone come Toby Morse che continuano a ricordarlo a tutti, tutti i giorni, che bisogna avere un’attitudine positiva, rispettare la vita (propria e altrui) e dire di no alle droghe perchè non ne abbiamo bisogno… ma ci sono persone come il cantante degli Earth Crisis che ha dichiarato una vera e propria guerra (violenza inclusa) alla droga, istigando a pestare gli spacciatori o a bruciare i laboratori di droghe chimiche…

    Saluti

    • Marco Vagnozzi scrive:

      ti ringrazio per le ottime puntualizzazioni. Rispondo punto per punto:
      1) in effetti credo fosse quello che si voleva dire nell’articolo, anche se con parole probabilmente sbagliate. Diciamo che si rifiuta il sesso come puro consumo, se così si può dire..
      2) Temo che “Heat” fosse un errore di battitura
      3) personalmente non ho mai giudicato bacchettoni gli straight edge, anzi.. (a parte qualche caso isolato)
      4 e 5) grazie per i chiarimenti, in linea di massima non ho altro da aggiungere.

      L’articolo è vecchio e un po’ diverso rispetto ad altri contenuti del blog, ma fa piacere che susciti interesse. Personalmente lo apprezzo ancora di più perché, pur non avendo mai fatto parte del movimento straight edge, ascolto da sempre hardcore. Grazie ancora e continua a seguirci!

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