Le polemiche sull’ultima puntata di “AnnoZero”: qualche riflessione critica

Pubblicato: 1 marzo 2010 in Eventi ed iniziative, Notizie su sostanze e dipendenze
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Come indicato da un articolo del Corriere della Sera, venerdì scorso il sottosegretario responsabile del Dipartimento antidroga, Carlo Giovanardi, ha scritto al presidente della Commissione di vigilanza Rai, Sergio Zavoli, per denunciare la trasmissione “AnnoZero” di Michele Santoro, andata in onda giovedì 25 febbraio e dedicato alla vicenda del cantante Morgan. L’ira di Giovanardi è dovuta all’atteggiamento di “propaganda della droga” che a suo dire la puntata in questione avrebbe mostrato; inoltre l’esponente del governo ha duramente criticato la mancanza, durante la trasmissione, di “uno spazio per l’informazione scientifica”, sottolineando come invece si sia portata avanti una vera e propria opera di “disinformazione”. Naturalmente le dichiarazioni hanno suscitato all’istante un vero e proprio putiferio.

Quanto a noi, ci sentiamo in dovere di esprimere un’opinione e di prendere una posizione riguardo alla polemica in atto in questi giorni, che non sembra placarsi. Da un lato bisogna sottolineare come probabilmente la puntata di AnnoZero non sia stata una delle più felici, ma abbia mostrato alcune imprecisioni (ad esempio l’intervista a Paul McCartney sull’LSD, del tutto fuori contesto, se si considera che risaliva agli anni ’60 e che il fenomeno-droga allora aveva tutt’altro significato) ed alcune cadute di stile, tra cui soprattutto il fatto di aver dato spazio ad un artista che, anche in questo caso, ha ottenuto facilmente la propria ideale vetrina. Tuttavia si deve andare al di là di queste prime considerazioni, e scendere nel merito delle polemiche subito scatenatesi, che rivelano, ancora una volta, valutazioni un po’ superficiali e scontate. Si vede il dito, e non la Luna che c’è dietro.  Viviamo in una realtà in cui le campagne pro-sostanze ed in particolare pro-alcol corrono sui circuiti televisivi a qualunque ora e su ogni canale, alla velocità di reiterate e mirate operazioni di marketing del consumo di merci.  Le droghe, illegali o legali che siano, ed il loro commercio, si ancorano a modelli di comportamento ed induzioni culturali presentate ad adulti e giovani dalle pubblicità, dai talk-show eccetera. Osservate le magie degli spot pubblicitari, osservate “Il Grande Fratello”, “Amici”, “Uomini e Donne” e così via, e potrete facilmente riscontrare tutti quei correlati socio-culturali, quelle definizioni di status, quelle cristallizzazioni identitarie che sono tanto care al consumo odierno di qualsivoglia miscela drogastica.

Ancora una volta, quindi, si dovrebbe quanto meno tentare una lettura più ampia ed approfondita del fenomeno-droga, il che non vuol dire solo dare risalto alle campagne informative (peraltro rispettabili, in alcuni casi) e agli esperti (o presunti tali) nei salotti televisivi, come vorrebbe il sottosegretario Giovanardi, ma piuttosto guardare il problema a 360 gradi, ivi compresa la logica culturale della nostra “società dello spettacolo”.

commenti
  1. Avve93 scrive:

    Sono perfettamente d’accordo! certe cose neanche dovrebbero comparire in TV se non a scopo di informare sugli effetti dannosi di queste sostanze. è SBAGLIATO dedicare una serata a discutere assurdamente se una persona,per giunta famosa e con i soldi,abbia fatto bene o male a rovinarsi la vita!!
    Ad ogni modo,fuori dal contesto-droga,la nostra TV è scandalosa! programmi come il grande Frarello,uomini e donne,c e posta x te non sono di intrattenimento, ma bensì di impoverimento culturale.Ed offrono una idea sbagliata alle persone che “vogliono arrivare”.
    E,parlo da appassionato,il wrestling no perchè i bambini vedono “gli omacci che se le suonano” x finta e poi cosa succede al Grande Fratello tutti i giorni e per davvero(dicono)?? E lì’ la assoGenitori non dice niente!…La TV non è una babysitter ma ciò che è più grave è che l’italiano medio non è capace a distinguere tra “intrattenimento” e “impoverimento”,tra “show” e falsi “non-show” (gente che scappa urlando dagli studi televisivi,pianti lacrime a + non posso ecc…) povera italia!…

  2. marcovag scrive:

    Hai colto un aspetto molto importante, appunto quello dell’impoverimento culturale, direi che anche la definizione calza a pennello. In particolare il modello del “voler arrivare”, come dici tu, può esser sbagliato perché induce anche a dover riuscire con qualunque mezzo…

    Quanto al programma, in fondo anche Giovanardi ha sottolineato, a modo suo, che ad AnnoZero si sarebbe dovuto parlare degli effetti dannosi delle droghe. Il problema è però questo: basta informare su queste cose? Siamo del tutto sicuri che un’informazione nuda e cruda possa preservarci da certi rischi, o in qualche caso non è forse vero che conoscere gli effetti può anche suscitare l’effetto contrario? Con questo non voglio dire che non si debba informare, ma secondo me bisogna andare oltre. Quando tu parli del “degrado culturale” indirettamente ti riferisci (o almeno così la intendo io) anche ai messaggi pubblicitari sbagliati, all’induzione al consumo che purtroppo, come abbiamo visto anche nei nostri incontri a scuola, è sicuramente la filosofia dominante di tanti spot.

    Non credo che si possa dire veramente che la trasmissione di Santoro, giovedì scorso, abbia fatto una buona pubblicità alla droga o, se lo ha fatto, di sicuro siamo abituati a vedere di peggio in tv. Piuttosto si può dire che è stata una trasmissione un po’ pasticciona e confusionaria in qualche punto, e che ha divagato rispetto al tema principale.. Non per niente l’argomento a cui si è arrivati, anche con la telefonata di Celentano, è stata la qualità più o meno bassa di Sanremo!!

    Parlerei quindi, seguendo le parole del dottor Riccardo Gatti, di “occasione persa” più che di disinformazione. AnnoZero l’altra sera avrebbe potuto dire e fare di più, insomma.

  3. Luca De Martino scrive:

    Qui entrano in campo anche dei grossi interessi politici, santoro e in generale la trasmissione annozero ha grosse influenza di sinistra (anzi a giudicare dai vari giornalisti preseti alla trasmissione è di sinistra) e ovviamente la controparte deve giudicare in malomodo e fare un specie di propaganda contro di loro come è normale che sia, io annozero la reputo una di quelle poche trasmissioni ‘reali’ non monopolizzate dallo stato attuale del governo. Già la rai ha censurato parecchie cose come ‘Sta sera si recita Moliere’ di Paolo Rossi inventandosi delle grandissime cavolate, ho seguito la vicenda e gli interessi erano puramente politici (ormai anche la rai deve pararsi il fondo schiena altrimenti se la vede col Berlusca… forse giusto Rai 3 è rimasta un po’ più libera anche se credo che la libertà di informazione non esista più). in questo caso censurazioni non ce ne sono state ma la rai si è presa le sue mazzate dalla destra… Ormai non ha senso vedere la TV. Quindi non ha neanche senso rifletterci.

  4. Avve93 scrive:

    Non sono totalmente d’accordo. L’argomento droga è un argomento che va affrontato ed è nell’interesse di chiunque voglia il bene della popolazione informare dei danni che questa roba provoca! non c entra la politica! le Iene,trasmissione di Mediaset e di Silvio,ha agito “sul campo” testimoniando più volte,in modo utile e “dinamico”,gli effetti dannosi dello sballo con numerosi servizi dedicati.
    Santoro è dichiaratamente di sinistra e più di una volta il suo show ha fatto scalpore,ricordo.
    Ma non vedo alcun nesso politico con la questione,anzi, la Rai ha fatto una figura da “cioccolataia” sia al confronto con “Le Iene”,per quanto riguarda Santoro,sia che con le patetiche “scuse” della clerici per addolcire l’esclusione di Morgan a San Remo!!

  5. Luca De Martino scrive:

    Ti ripeto io non guardo la Tv e in ogni caso disprezzo i politici, tutti. Ad annozero ho seguito alcune puntate, non questa in particolare anche perchè on line non la trovo. Il mio discorso non era giusto o sbagliato, il mio era un discorso di interessi, la destra attaccherà sempre e per qualsiasi motivo la sinistra e la sinistra attacherà la destra perchè come ormai risaputo in Italia i politici sono degli emeriti imbecilli, ma questo non centra. Quindi credo che seguire una trasmissione di questo tipo sulla TV, ma specialmente si Rai2 o Rai1 è al quanto inutile perchè è tutto architettato da una persona. La TV ‘libera’ non esiste più perchè ormai qualsiasi canale ha lo stesso padrone, quindi c’è da chiedersi: ha un senso guardare qualcosa programmato da una sola persone che fa i suoi interessi?

    • marcovag scrive:

      Probabilmente ha senso soltanto per conoscere la (bassa) qualità delle trasmissioni che ci vengono proposte. Quanto al discorso destra/sinistra, mi ha colpito molto una cosa: il giorno successivo sono piovute critiche da Giovanardi perché a suo dire la trasmissione ha fatto apologia della droga; a queste critiche, per la verità un po’ superficiali, visto che l’unica alternativa proposta da Giovanardi pare essere l’informazione scientifica “nuda e cruda” con l’esperto in studio, ha risposto l’opposizione dicendo che “Giovanardi ha perso un’occasione per stare zitto”. Ecco, secondo me questo dibattito, nella sua sterilità, rivela come nessuno abbia capito il nocciolo della questione, e cioè che la trasmissione avrebbe potuto trattare il tema della droga in un senso molto più ampio. Perché ad esempio dare voce alla ragazza pentita, che si è rovinata la vita con una pasticca di ecstasy e ora va nelle scuole a raccontarlo (giusto, per carità), e non dare spazio alle varie comunità e cooperative sociali che lavorano quotidianamente per affrontare il disagio, con strategie diverse ma sicuramente con spirito umanitario? Perché far parlare un cantante, un rampante filosofo ed una giornalista-opinionista (la Palombelli) di tutto e del contrario di tutto, e non affrontare il problema fondamentale, cioè la quotidiana esposizione del pubblico della tv a spot e programmi che promuovono il consumo, sia pure di sostanze legali ?

      Per farla breve, mi pare che il dibattito politico, quando va a toccare certi temi, non riesca a liberarsi di certi luoghi comuni e certi argomenti ristretti. Un esempio su tutti potrebbe essere l’eterna discussione tra proibizionismo ed antiproibizionismo (che peraltro domina anche le bacheche dei social network, se date un’occhiata): possiamo davvero fermarci a questo? Secondo voi basta dire che una certa sostanza va del tutto legalizzata o viceversa ne va punito aspramente il consumo, con leggi repressive? Ha senso, in una realtà come la nostra in cui si pubblicizzano in modi spesso subdoli sostanze altrettanto pericolose come l’alcol?

  6. angelo scrive:

    anno zero è l’unico programma che dice le cose come sono perciò viva viva michele santoro

  7. marcovag scrive:

    In tante altre puntate AnnoZero è stato un programma di approfondimento, con servizi mirati ed interessanti. Stavolta ritengo che non abbia indovinato la trasmissione, nel senso che mettere al centro di tutto Morgan (che fra l’altro è stato anche ospite a Rai per una notte, brutta scelta per una serata di alta qualità) non è stata una buona scelta. In questo modo il cantante ha avuto la propria vetrina, mentre un problema serio e complesso come quello della droga nel XXI secolo, ha rappresentato una cornice, o comunque è stato affrontato solo superficialmente

  8. […] pubblici. Nei mesi scorsi ci siamo spesso occupati di questi modelli, ricordando il “caso Morgan” in Italia e le dichiarazioni di Robbie Williams , e facendo notare come il comportamento […]

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