La crescente diffusione degli “alcolpops”

Pubblicato: 3 marzo 2010 in Uncategorized
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Come si può leggere da un recente articolo del Seattle Times, sembra che i magggiori produttori di alcolici (compreso il colosso Bud) abbiano da tempo escogitato nuovi modi per attrarre i giovanissimi al consumo. Un caso emblematico è quello dei cosiddetti alcolpops, che vengono venduti in bottiglie colorate o decorate, e presentano un sapore dolce molto simile a quello dei succhi di frutta.

Proprio questo sapore fa dimenticare che si tratta di bevande con un tasso alcolico anche superiore a quello di una birra. Ancor più del Bacardi Breezer, molto diffuso anche in Italia, i drink americani Sparks Red, Four Loko o Joose contengono una buona percentuale di alcol, per di più mescolato a caffeina, con un effetto estremamente pericoloso specie per i giovanissimi. Infatti la caffeina, che a differenza dell’alcol è uno stimolante, è in grado di confondere il sistema nervoso, mascherando la normale sensazione di stanchezza che può subentrare nel consumo di sostanze alcoliche.

Sembra quindi che i produttori di alcolici abbiano scoperto una nuova frontiera, ovvero una sintesi tra i primissimi alcolpops (tipo Bacardi Breezer) e i tanto diffusi energy drinks contenenti caffeina ed altre sostanze (pensiamo ad esempio alla RedBull), con un volume di alcol mediamente superiore, in percentuale, alle normali birre. A questo vanno aggiunte le strategie di marketing sempre più sofisticate, e la scelta, come detto all’inizio, di rendere tali bevande estremamente accattivanti ed attrattive per i ragazzi.

commenti
  1. Luca De Martino scrive:

    Di male in peggio. Già la RedBull con la taurina e la caffeina ha avuto dei casini con dei ragazzi, ne conoscevo uno che dopo essersi bevuto 2 lattina un po’ di fretta è andato in ospedale in tachicardia, la cosa più brutta è che pensavano avesse assunto della cocaina. In effetti questo tipo di alcolici stimolano molto la voglia di provarli, io stesso sono vittima di queste cose, a me piacciono un sacco i cocktel alla frutta, ma come sempre credo che alla base di tutto ci sia la responsabilità, a volte anche ubriacarsi ci può stare, non da andare in coma etilico, ma un po’ brilli, basta saper valutare le situazioni, questo tipo di prodotti dissolvono la pericolosità. Come i Breezer, li vedi li innocui colorati buoni (perchè comunque non sono male), ma finchè si prla di una bottiglia non succede niente (se non sbaglio il tasso alcolico è del 4.5%), questi come dicevi hanno un mix di alcool e caffeina, per caso ne ho provato uno una volta (non ricordo il nome), e danno un effetto triplicato (tra l’altr sono anche 100Kg quindi l’alcool lo sento meno che della norma) a una normale birra. In più contengono la pericolosità della RedBull (che pure quella in piccole quantità non fa niente, anzi quando vado a fare delle uscite in moto nei boschi me ne porto una lattina, aiuta abbastanza). Ma il discorso è: finchè si beve e dopo si va a casa a pidi o in bus amen il casino èdi chi si mette alla guida, perchè oltre alla confusione mentale esalta proprio!

  2. marcovag scrive:

    Sì, infatti la pericolosità sta proprio nell’unione delle due sostanze, e poi nel maggiore tasso alcolico: qui all’incirca siamo ai livelli di una birra doppio malto.

    Tanto per capire come sono comunemente percepite queste bevande, nell’articolo originale del Seattle Times che ho citato (e linkato) un medico racconta addirittura che più di una volta ha visto dei genitori comprare questi drink ai figli piccoli, convinti che si trattasse appunto di succhi di frutta solo un po’ più energetici del normale! Qui gioca molto il marketing: ad esempio in Gran Bretagna alcuni produttori di alcolpops hanno pensato di mettere sulle bottiglie Spiderman, altri supereroi dei cartoons oppure dei mostri, giusto per attirare consumatori sempre più giovani…

  3. Marco Fontana scrive:

    Purtroppo il libero mercato consente a chiunque di lanciare nuove miscele e di commercializzarle con il potere insidioso della pubblicità. Penso che uno dei più grandi errori sia commesso a prescindere, nel momento in cui il marketing surclassa la prevenzione e l’ educazione sanitaria.
    Tra gli adolescenti, se non prediligi il “banalissimo” vodka-Red-bull sei tagliato fuori, non sei “cool”.
    Io sono per le manovre drastiche, chiudere le porte a tutte le multinazionali o produttori senza scrupoli che sfruttano la propaganda psicologica a fini commerciali, sia nel settore degli alcolici, sia in quello alimentare. Inoltre, alleggerire il tasso alcolemico consentito, per evitare di sovraccaricare i SERT di poveri disgraziati e di colmare le statistiche di dati inappropriati, attivare un sistema che impedisca REALMENTE il consumo selvaggio nei luoghi della movida, impedire l’ assunzione ai minori, evento che purtroppo persiste e gli accessi nei vari pronto soccorso lo dimostrano.
    Sono il primo a gradire ogni tipo di birra, e non voglio ripetere cose già dette, ma se durante una cena con gli amici voglio scolarmi la mia doppio..triplo malto, inanzitutto mi assicuro di non dover guidare, poi se adoro la birra non è di certo per il messaggio che il produttore stampa sull’ etichetta, ma per il piacere che la bevanda mi dà. Niente di più razionale, stoppare fermamente l’ esaltazione della sostanza,
    l’ evocazione dei sensi con spot, colori e disegni, questo dovrebbe essere un intervento a livello europeo. Chi tra i vari manager obbiettasse o lamentasse norme troppo restrittive, sanzioni proporzionali al danno arrecato dal loro messaggio. Non credo che i consumatori protesterebbero alla modifica di una confezione o all’ eliminazione di un alcolpop.

  4. marcovag scrive:

    Nessuno protesterebbe per la modifica di una confezione per il semplice fatto che l’attrazione per il consumatore avviene per la maggior parte a livello inconscio o sub-conscio!

    Grazie per l’ampio commento Marco!

  5. marcovag scrive:

    Su questo tema segnalo la recente intervista a Riccardo Gatti, che potete trovare a questo link:

    http://beta.vita.it/news/view/101561

    Dichiarazioni molto interessanti e profonde, a mio parere. Leggetele.

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