California, un referendum per la legalizzazione della marijuana

Pubblicato: 7 aprile 2010 in Notizie su sostanze e dipendenze
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La notizia risale a qualche giorno fa, ma era nell’aria da circa un anno. La California, storico teatro di grandi rivoluzioni culturali e musicali negli anni ’60 (San Francisco, gli hippy, la psichedelia), ha deciso di chiamare alle urne, il prossimo novembre, i cittadini per un referendum del tutto particolare: la proposta del governatore (peraltro ultra-conservatore) Arnold Schwarzenegger è quella di legalizzare la marijuana ad uso personale. In realtà tutto nasce, fondamentalmente, da due grandi spinte: da un lato coloro che già da tempo lavorano per promuovere l’uso terapeutico della sostanza, dall’altro l’enorme deficit dello Stato californiano. Così si vuole arrivare, nelle parole di Richard Lee, promotore del referendum, a risanare le casse dello Stato attraverso una tassazione sull’erba ad uso personale. Secondo alcuni,la legalizzazione potrebbe ridurre la spesa pubblica di circa 7 miliardi di dollari l’anno, assicurando un consistente gettito fiscale.

Se le ragioni di questa proposta sono essenzialmente economiche (non va infatti dimenticato che la California è in buona parte uno stato tradizionalista e conservatore), c’è chi tuttavia la sostiene da un altro punto di vista. Tra questi il cantante inglese Sting, per il quale la politica repressiva di molti Paesi non sta affatto risolvendo il problema, ma sta solo criminalizzando il consumo e riempiendo le carceri, causando per lo più una grande dispersione di risorse economiche. Viceversa, legalizzare le cosiddette droghe leggere permetterebbe, secondo Sting, di tassarle e di riutilizzare questo denaro per la ricerca sulle malattie o la lotta alla povertà.

Come la pensate su questo argomento? E’ giusto puntare su politiche più restrittive, oppure può essere una buona soluzione quella della legalizzazione?

[FONTI: http://www.soundsblog.it/post/10422/sting-la-guerra-alla-droga-sta-fallendo-legalizziamo-la-marijuana

http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=10077&Itemid=50 ]

commenti
  1. Samantha scrive:

    Personalmente sono a favore. Intanto mi piace la modalità (referendum).
    Per quel che riguarda la legalizzazione mi trovo d’accordo per due motivi:
    Prima di tutto io valuto queste droghe leggere come valuto l’alcool: un “piacere” che se usato con moderazione e in modo respobnsabile non provoca nessun danno.
    Secondariamente credo che il vero successo in questo genere di problemi si ottenga con la prevenzione che non ha niente a che fare con il proibizionismo.
    Sarebbe bene interrogarsi sui motivi di questo uso massiccio (risanare il debito della California…mi sembra che si parli di un gran giro!).
    Grazie per i vostri articoli che sollevano sempre argomenti e riflessioni interessanti.

  2. marcovag scrive:

    Sono d’accordo anch’io sulla scelta di un referendum, saranno i californiani ad esprimersi direttamente. Ed è altrettanto vero che la strada sia la prevenzione, e non la semplice scelta tra proibizionismo ed antiproibizionismo. Un esempio? In Olanda non si è ridotto il consumo, e per di più la legge in vigore è anche abbastanza ipocrita, come sottolineava l’anno scorso il professor Cipolla in un convegno tenutosi a Bologna: si dichiara legale ciò che sul piano internazionale è comunque vietato.. quindi si legalizza una sostanza la cui produzione è comunque in mano al traffico criminale e segue le normali rotte dello spaccio mondiale! Con ciò si può arrivare a due conclusioni: 1) se si vogliono destinare fondi alla repressione, è giusto farlo per la repressione ad ampio raggio, che però deve passare necessariamente per un mutamento dei rapporti internazionali, 2) l’alternativa è dare più soldi alla prevenzione, che non è solo informazione ma offerta di reali alternative valide ai giovani.

    Sui danni della cannabis la discussione è ancora molto aperta (avevamo scritto un articolo su questo tempo fa), di sicuro incide sul sistema nervoso centrale, come peraltro tutte le sostanze psicotrope, comprese quelle legali, ed in particolare l’alcol.

  3. marcovag scrive:

    A proposito di liberalizzazioni, ecco una notizia che riguarda il nostro Paese, ed in particolare la regione Puglia: http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/04/07/news/medicine_con_cannabis_ai_malati_terminali-3168382/

  4. Umberto scrive:

    secondo me hanno fatto bene a fare il referendum; l’unica problematica è che la cannabis comunque ha degli effetti negativi, potrà sollevare l’economia ma causare effetti sulla popolazione.
    non ho capito una cosa, l’uso è personale, però non capisco chi è che la commercia, lo stato?e ogni persona può possedere qualsiasi quantitativo di marijuana?

  5. marcovag scrive:

    E’ stato fissato un limite sulla quantità che una persona può possedere ad uso personale. Quanto alla produzione ed al commercio, bisogna vedere come si regolerà lo Stato californiano, ma soprattutto come reagirà il governo di Washington, perché al di là della libertà di legislazione dei singoli Stati dell’Unione, comunque la Casa Bianca non resterà indifferente di fronte ad un simile provvedimento. Personalmente spero che non si arrivi ad una legge imperfetta come quella olandese, ma piuttosto ad una “produzione locale”. E’ chiaro che essendo legale la commercerebbe lo Stato imponendovi sopra una tassazione (non so di quale entità), come per altre sostanze. Il punto è capire dove avverrà la produzione e in che modo. Per farla breve, non è automaticamente certo, come si dice, che se diverrà legale sarà automaticamente “più controllata” , come erroneamente si dice dell’Olanda

  6. Avve93 scrive:

    fan bene fan bene…tanto vengono esclusi dal giro quelli che ne fanno uso per il gusto di procurarsela e utilizzarla in quanto “proibita”! se venisse legalizzata non ci sarebbe più problema…inoltre si fermerebbe un bel giro di soldi neri! ad ogni modo,per fare ancora più soldi e tenere a bada il consumo farei come in italia con il fumo-sigarette: te compri e fumi ma se ti beccano a farlo in presenza di una donna in gravidanza o in un locale chiuso,multone! così facendo,prenderebbero due piccioni con una fava, + soldi e + controllo.

  7. marcovag scrive:

    Sicuramente una parte dei consumatori vuole sfidare la legge e cavalcare l’onda del proibito, però ciò non vuol dire automaticamente che, una volta resa legale, una sostanza venga dimenticata. Altrimenti le sigarette non sarebbero la prima causa dei tumori in Italia e nel mondo, e non ci sarebbero così tanti problemi con l’alcol. E’ una questione culturale ben più ampia: si tratta di fornire delle valide alternative al consumo di sostanze. Il punto è: può farlo una società votata continuamente alla promozione e all’esaltazione dei consumi (non solo di sostanze ovviamente) ?

  8. Max Jack scrive:

    Ciao a tutti e complimenti a Marco. Seguo da tempo il tuo blog ed intervengo perchè l’argomento mi interessa da vicino e sono discretamente informato. La California sta affrontando una mutazione passando per la strada giusta, cioè il referendum, e ha i mezzi per una produzione locale ampiamente sufficiente alle esigenze medico-ricreative visto che la zona è gia denominata “il triangolo d’oro” proprio per la produzione di erba(che, per adesso, frutta grosse cifre solo alla criminalità).
    Io sono sinceramente a favore della legalizzazione della marijuana anche in Italia, in primis, concordo con gli interventi precedenti, si alleggerirebbe un sistema carcerario congestionato(e non è possibile morire come Cucchi per 20 grammi di fumo). E, altro aspetto rilevante, si andrebbe a migliorare la qualità del prodotto e si eviterebbe ai consumatori il danno che crea il taglio in queste droghe(paraffina nell’hashish, polvere di vetro nella marijuana e tutte le schifezze che si sono gia sentite!).
    Non sono d’accordo con Marco quando parla della produzione Olandese. Che io sappia la produzione è quasi tutta locale, prova ne è la cannabis cup che premia il miglior grower ogni anno. La marijuana ha inoltre grosse potenzialità in molti altri campi, a seconda di come viene coltivata.
    Riguardo la tua ultima domanda, credo che il problema di esaltazione del consumo non sussista, in quanto gli Italiani sono già tra i maggiori consumatori di Cannabis a livello europeo e mondiale . Una liberalizzazione(anche sulla falsariga di quella spagnola) della coltivazione ad uso personale al massimo incrementerebbe il fatturato degli hemp-shop e di chi ha sempre creduto in questa risorsa!

  9. marcovag scrive:

    Grazie Max per il tuo prezioso intervento. Personalmente non mi sento di dire che la legalizzazione possa essere necessariamente una soluzione positiva, anche se sono favorevole ad alcune forme di liberalizzazione ad esempio per un uso terapeutico, nel trattamento dei malati terminali, come sta facendo la Puglia. In fondo non credo che sia preferibile una somministrazione di farmaci a base di morfina!

    La produzione olandese non è totalmente locale, purtroppo, o almeno questo è ciò che risulta da vari studi. Diciamo che, in un modo o nell’altro, le grandi rotte dello spaccio internazionale riescono ad infiltrarsi anche lì, benché probabilmente in modo più ristretto.
    Non vorrei che una legalizzazione finisse per creare luoghi come Christiania a Copenhagen che, nata come cittadella degli hippy e delle controculture, è diventata un autentico circo della devastazione.. ben inteso, non solo per mezzo di marijuana, ma anche di altre sostanze o di varietà di cannabis ad altissimo principio attivo (che a quel punto non si possono nemmeno più chiamare “droghe leggere”). Francamente aver visitato Christiania mi ha lasciato molto amaro in bocca, anche perché nelle contro-culture ho in parte creduto e purtroppo fa male vedere che si riducono a questo. Ho il sospetto che in Italia oggi si possa arrivare a qualcosa di simile. Che poi è anche una forma di tolleranza molto ipocrita da parte dei governi: come dire, “sfàsciati di quello che vuoi purché tu lo faccia chiuso in quel recinto”.. Per questo credo che il problema delle sostanze vada al di là della diatriba proibizionismo/antiproibizionismo.

    Ad ogni modo mi fa piacere che si sia arrivati ad una discussione così ampia ed approfondita.

  10. the piggest scrive:

    Il problema fondamentale della droghe è che sono illegali e/o soggette al controllo di Stato e Antistato. E’ improbabile che qualcuno a cui non piace l’effetto della cannabis o della marijuana ne diventi consumatore abituale, e in questo ipotetico (ma non troppo) recinto potremmo racchiudere lo spettro di una Christiania made in Italy, ma non ci si illuda: chi altera o acuisce la propria percezione della vita ricorrendo a sostanze stupefacenti lo fa anche & soprattutto per la ricchezza del menù presente sul mercato. Il tè, a esempio, era così costoso nel XVIII secolo che negli USA e in Olanda, i suoi facoltosi estimatori, ne mangiavano le foglie saltate e imburrate dopo averle bollite. L’effetto era devastante. Il proibizionismo non seppe far altro chealimenare la scintilla del commercio sottobanco, e la liberalizzazione che intende attuare la California segue di pari passo il Culto della Banalità, quello che dovrebbe, secondo Schwarzenegger, fare “cassa” sul tax free verso le droghe leggere. Ma cos’è leggero, in un mondo dove le nazioni sono libertarie e proibizioniste al tempo stesso, e soprattutto manca la cultura a rguardo? L’ecstasy (MDMA) uccide meno persone ogni anno di quante faccia l’aspirina. Eppure, già negli anni ’30 l’editore William Randolph Hearst spalleggiava il fanatico capo della prima agenzia federale (Harry Anslinger) nella campagna contro la cannabis come droga killer. La ragione unica e sublime? Il decremento della produzione di legname delle cartiere, in quanto la canapa indiana produce fino a quattro volte la quantità di carta per acro che si ottiene dal legname comune. La canapa è la fibra più usata al mondo, ed è componente di circa ventiquattromila prodotti, dalla dinamite ai tessuti, dall’antidolorifco al cellophane.
    Ecco perché tanto la riflessione di Marco quanto quella di Max sono ben motivate, anche se ideologicamente contrapposte. La creazione di cittadelle dello sballo è lungi dall’essere attuata in un paese dove il consumo è già altissimo, e diffuso a macchia di leopardo. Il vero drug dealer, del resto, è l’uomo stesso. Sia le multinazonali del narcotraffico sia le forze di polizia si rinforzano, e cercano appoggi eccellenti per ottenere budget rilevanti da investire tanto nella politica libertaria, quanto in quella del malaffare. Ossia: “stringi bene i cordoni del sacco, che io lo taglio”. In un mercato libero, la responsabilità legale per chi produce crack sarebbe più spaventosa e inibente di un’inefficace squadra antidroga. E in parterre libero e informato, sarebbero in meno a scegliere sostanze pericolose.
    Lo zelo con cui la crociata di apertura e la pseudoguerra di contro vengono condotte, riflette dunque la dipendenza dello Stato stesso dai massicci introiti di tasse che raccoglie dalle droghe “legali”, imperniata sui conforevoli e centenari rapporti intrattenuti con farmers, distillatori, produttori e industrie farmaceutiche.

    • marcovag scrive:

      credo che il problema fondamentale, che forse può essere esteso a tanti altri settori della politica e della società, sia l’ambivalenza o meglio l’oscillazione degli Stati tra “libertarismo” (parola che negli USA, non dimentichiamolo, ha un significato molto particolare e direi unico rispetto al resto del mondo, perché fa riferimento ad ideologie di destra ultraliberista) e proibizionismo, o meglio repressione. Tutti gli Stati, ma ancor di più l’Italia, chiudono gli occhi di fronte a situazioni gravissime, lasciandole proliferare, mentre dall’altro lato sbandierano a destra e a manca le politiche della “tolleranza zero”. Un esempio, a mio parere tremendo, viene dalla Guinea-Bissau, dove pochi giorni fa è stato rovesciato, mediante golpe militare, il governo in carica, che si era impegnato per cambiare il Paese, da sempre punto di passaggio dello smercio di droghe dal Sudamerica. Chi ha fornito le armi agli insorti? Chi ha favorito la destituzione di un governo legittimo? L’ONU, che ora tace su questa vicenda. Il risultato è che i gruppi paramilitari, straordinariamente simili ai “cartelli” della droga in Colombia ed in Messico, stanno prendendo il controllo del Paese, come nel più classico dei Paesi post-coloniali. O meglio, neo-colonizzati.

  11. Max Jack scrive:

    Se andiamo su altri tipi di sostanze(QUALUNQUE ALTRO dall’LSD alla cocaina, meth, e tutto il resto) io sono fermamente CONTRO, come sono CONTRO i “recinti” da te citati!!! Sono d’accordo riguardo i pericoli della diatriba pro/contro proibizionismo, troppe volte ci si ferma a pensare cosa sia giusto o sbagliato quando in realtà non si approfondisce la sostanza ed il contenuto.
    Apro dicendo ciò perchè penso che molte discussioni siano traviate dai vari studi sulle proprietà benefiche o deleterie della sostanza MARIJUANA! Sono troppo pochi gli studi che rendano semplice la percezione dei danni/benefici di questa sostanza. Alcuni sono TROPPO a favore e hanno gli occhi “inebriati” dai possibili e svariati usi dell’erba e altri schierati CONTRO a prescindere e hanno gli occhi bendati dal pregiudizio. Io non spasimo nè per i primi nè per gli altri, preferisco basarmi sulle esperienze di vita vissuta. Penso sia impossibile con una legislazione permissiva sulla coltivazione ad uso personale(1 pianta massimo pro capite) parlare di incentivo allo spaccio o incremento della criminalità. E così, chi fuma marijuana non dovrebbe per forza avere l’ansia ogni volta che deve comprare 2 canne e aver paura di fumare schifezze, si dimezzerebbero i vari pusher in giro (che non hanno mai SOLO fumo ed erba ma invitano a provare il “resto”) e, ribadisco, la qualità ed il rischio legati a queste sostanze avrebbero un oscillazione inversamente proporzionale all’andamento attuale in favore della prima. Forse sono un pò fuori tema California, ma penso che un confronto su un argomento cosi vicino a noi non potesse finire diversamente che con un dibattito ad ampio spettro.

  12. zio scrive:

    sono pro
    innanzi tutto in italia bisogna abolire la legge fini giovanardi che paragona droghe leggere a quelle pesanti(RIDICOLO).questo aspetto è gravissima infatti i giovani che provano l’erba penseranno di essere stati presi in giro da coloro che dicevano che queste sostanze sono pericolossisime.quando gli stessi soggetti avranno a che fare con spacciatori senza scrupoli che gli offrono roba pesante penseranno che anche le cose sentite sulle droghe pesanti siano balle e in questio caso si può entrare in un brutto giro.

    poi se ti beccano con 5 grammi o meno ti danno spaccio

    un fumatore abituale 5 grammi se li fa bastare al max 10 giorni..in pratica secondo loro ogni volta che uno di queste persone vuole farsi una canna dovrebbe andare dagli spacciatori e compare uno 0.4gr di sostanza per essere giudicato come consumatore, e anche in questo caso si viene trattati come criminali:questura, verbale, segnalazione, perquisizione dell’abitazione

    ma è possiile che una persona che vuole piantarsi 2 piante a uso personale è obbligato ad incrementare i mercati mafiosi, accontentarsi di qualità pessime e entrare a contatto con la mala.

    in italia puoi compare casse di brunello e casse di wisky torbato e sei considerato un intenditore, se fumi una pianta ti considerano un tossico.

    cmq il proibizionismo è la peggior soluzione, nn ha mai funzionato e fa ridere pensare che tutti i soldi spesi per fare controlli servono a sequestrare un 1% delle sostanze illecite che girano sul territorio.

  13. Marco Vagnozzi scrive:

    In effetti il proibizionismo e l’inasprimento della legge in Italia, a dispetto dei dati dell’ultima Relazione al Parlamento, hanno prodotto vari effetti negativi. Questo comunque non assicura, di per sé, che un’eventuale legalizzazione assicurerebbe degli effetti positivi. Sull’accostamento alcol/marijuana ti posso dare ragione, anche perché sull’alcol in Italia vige una specie di “incentivo sociale” per ovvie ragioni storico-culturali.. e bisogna ricordare che l’alcol è una delle prime cause di morte insieme al tabacco.

    Infine, una nota sulla presunta diminuzione dei consumi in Italia: secondo la Relazione al Parlamento, si attesterebbe al 20-25%, però non si può dimenticare che sono aumentati, ad esempio, i ricoveri per assunzione di cocaina…. Questo per dire che in effetti il famoso “pugno di ferro”, che a volte sembra dare risultati, va sempre analizzato con la dovuta cautela.

  14. alex scrive:

    Azz la California sempre anni luce avanti..grande Swarz.

  15. Giube scrive:

    Mille di voi e zero del presente. Diciamo così lo abbiamo detto e lo diremo x sempre ke la soluzione a molti problemi nel campo economico e occupazionale passa attraverso quello ke è stato fatto in California. Mai + ipocrisie. E’ ora di farlo anche in Italia. Non sono questi gli scandali, lo sono invece le escort, la cocaina in parlamento, la mafia e la corruzione. E’ contro questi ke bisogna lottare.
    Giube

  16. Marco Vagnozzi scrive:

    La California ha provato la strada del referendum, ma ha vinto il no. Le spinte proibizioniste, nel Paese della storica “war to drugs” sono ancora molto forti. Quindi possiamo dire che questo Stato ci abbia provato, ma non ci sia riuscito. Che gli scandali in Italia siano ben altri rispetto al consumo di cannabis è vero, come è vero, però, che dietro al traffico della stessa cannabis ci sono organizzazioni internazionali e non piccole produzioni locali. Questo, purtroppo, vale anche per la citatissima Olanda. In ogni caso, se si pensa a quando è diffuso e consumato l’alcol, che è perfettamente legale, la strada della legalizzazione non può essere la panacea di tutti i mali. Se poi si vuol parlare degli effetti devastanti delle singole sostanze e dire che ci sono droghe ben più dannose individualmente e socialmente della cannabis, beh su questo credo che siamo tutti d’accordo. Ma la completa legalizzazione non risolve un problema ben più vasto, che è quello del consumo in generale, come imperativo e stile di vita.

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