Alcol e guida, un altro spot di sensibilizzazione

Pubblicato: 9 aprile 2010 in Links utili
Tag:,

Vi propongo oggi un filmato realizzato dal Comune di Sassuolo e diffuso in questi giorni nei cinema locali. Il tema è ancora una volta quello della guida sotto effetto d’alcol. Il video mi pare abbastanza semplice e diretto. Come vi sembra?

commenti
  1. the piggest scrive:

    Consideriamo per un istante che siamo fra le poche creature della terra incapaci di spostarsi da un luogo all’altro con mezzi più veloci de las gambas, ignorando le linee rosse tracciate sulle carte geografiche. Noi, la sedicente specie ipersviluppata, ci automonitoriamo ogni secondo, e carichiamo il nostro fardello di esperienze, inquietudini, prospettive & abilità su scatolette di lamiera. Alcune hanno le ali, altre marciano in linea più o meno retta su lingue di catrame che profanano boschi, santuari del verde e della memoria. Già quest’ultimo aspetto basterebbe a procedere con una certa cautela nel percorrere tratti di Mondo con l’arroganza dell’acceleratore; sotto l’effetto di alcolici, poi, ogni reverenza perde di senso. Alterare la percezione non è solo sfalsare il piacere del viaggio, piuttosto consiste nel dispensare una percentuale di rischio acuta su noi stessi e sugli altri, sulla gratuità di una sostanza condizionale che ci è stata donata in totale gratuità. Perché, dunque, ripagarla con la moneta della cecità?

  2. marcovag scrive:

    Eh già.. si riparla di rischio! Di per sé il viaggiare su queste “scatolette”, come le definisci tu (e come purtroppo sono, vista la qualità media e lo spessore delle carrozzerie odierne made in Chissà Dove) è già un rischio, alimentato dalla potenza dei motori e dall’incoscienza dell’andare a tutta velocità. Credo che fondamentalmente la guida in stato di ebbrezza sia uno dei numerosi modi in cui, al di là del non considerare i rischi per noi stessi, ce ne freghiamo altamente dei rischi per il prossimo. Un esempio? Un tempo si usciva e si beveva, diciamo in modo diverso. Perché c’erano meno incidenti? Sicuramente perché non c’erano macchine che andavano a 200 all’ora, questo è vero, ma anche perché c’era un minimo di considerazione e rispetto per chi ci sta attorno. Cosa che oggi manca in tante occasioni. Basta vedere le abitudini di guida e le manovre sconsiderate o assurde della gente: non sono per incapacità, o almeno non in tutti i casi, ma per quella specie di delirio di onnipotenza per il quale “la strada è mia e faccio ciò che mi pare, gli altri si sposteranno”. Come la chiamiamo, SuvCultura?🙂

  3. Vittorio scrive:

    Mi sembra un bello spot. Diretto, immediato, senza fronzoli. Arriva al punto senza troppa retorica e colpisce per il gioco di evocazione grazie al quale i bicchieri rimandano alle automobili.
    Speriamo che qualche aiuto lo apporti davvero.

  4. marcovag scrive:

    Gioca molto sull’essere diretto e semplice, come dici tu. La leggera musica di sottofondo non stona, anzi crea atmosfera, lasciando che prevalga il rumore del motore. Inoltre l’assenza di slogan scritti o di una voce narrante aiuta molto a concentrarsi sulle immagini in se stesse. Per questo ritengo che sia potenzialmente più efficace di altre pubblicità che hanno il difetto di essere troppo “cariche” di elementi diversi (musiche, voce narrante, didascalie ecc ecc.)

  5. Alessandra scrive:

    Sono capitata qui cercando proprio degli esempi di spot per laprevenzione dell’abuso di alcool.

    Lo spot di per se è bello, ma per la mia esperienza (lavoro nella prevenzione) è inutile. si continua ad insistere sul rischio, quando è esattamente il brivido del rischio che spinge a fare certe cose, e non si propongono mai alternative altrettanto “fighe”. provate a confrontare questo con quello del mojito della bacardi e poi ditemi cosa vi attira di più. adesso pensate di avere 15-20 anni e riditemi cosa vi attira di più.
    il problema è solo questo, gli spot contro il consumo di alcoolici non centrano il vero problema e non sono minimamente considerati dal target acui sono destinati.

  6. marcovag scrive:

    Infatti è proprio questo il punto. Lo spot in questione può colpire per l’immediatezza e l’essenzialità, ma non regge il confronto con altri, che giocano su logiche e messaggi efficaci e potentissimi. C’è poi un altro fatto non trascurabile: la quantità di risorse investite negli spot commerciali (tantissime) e quella dei finanziamenti destinati a campagne-progresso (in proporzione agli altri, davvero misere).

  7. L S C scrive:

    Ciao a tutti,
    trovo questo dibattito molto interessante.
    Sono un professionista della comunicazione e capisco entrambe le ragioni.
    Io penso che il problema sia più a monte: un semplice spot non fa prevenzione. Non si può pretendere che la faccia.
    Per creare una cultura della prevenzione, e dell’alternativa all’alcol occorrono anni e anni di lavoro continuativo su di una società. Gli spot possono essere una piccola parte di quel lavoro.

    Da tecnico aggiungo che gli spot che hanno provato a creare un’alternativa, tipo “non rieschiare è più da fighi che rischiare” si sono dimostrati spesso “ridicoli” nei test sugli adolescenti che, comunque, continuano a vedere nella sfida del rischio un’attrattiva maggiore.

    Al contrario questa pubblicità mi sembra, tenendo presente che da sola non serve a nulla se non è inserita in un contesto culturale di prevenzione, un ottimo lavoro perché non tenta di lanciare messaggi, cosa che per un adolescente sarebbe deleteria.

    Semplicemente evoca un incidente, mostra un fatto. Questo tono di voce secco e senza morale retorica mi sembra uno dei pochissimi metodi corretti per entrare nella testa di un adolescente che preferisce quasi sempre una secca verità, un fatto, a un comandamento o un’imposizione per “il suo bene”.

    Inoltre la sottigliezza è di non drammatizzare la tragedia, di non mostrare l’incidente vero e prorio, ma di evocarlo solamente attraverso effetti sonori: non aggredisce l’adolescente (che tenderebbe a rifiutare il messaggio) ma lo mette davanti a un fatto possibile. Lasciando che sia lui a trarre le sue conclusioni. Sono certo che dietro queste sottigliezze c’è un professionista, e a mio giudizio, un ottimo professionista.

    • marcovag scrive:

      giustissimo, la prevenzione richiede un lungo lavoro, ed almeno questo spot ha il merito di evitare slogan troppo retorici o moralistici. Sul piano della comunicazione, della quale non sono un esperto, credo possa risultare più efficace per i ragazzi, che sovente rivendicano messaggi chiari e diretti. A volte questo si traduce nella richiesta di spot espliciti, cruenti ed estremi, come quelli che vengono realizzati all’estero (specie in Australia o Gran Bretagna: pensiamo alla rappresentazione degli incidenti stradali). Questa pubblicità progresso, però, ha il merito di non esagerare né in un senso né nell’altro, secondo me.

  8. Rodrigo Aleman scrive:

    fantastico!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...