Il progetto “Prevenzione 2.0” a Genovacamp2010

Pubblicato: 29 aprile 2010 in Notizie su sostanze e dipendenze
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Nei giorni 7, 8 e 9 maggio a Genova si terrà il barcamp “Genovacamp2010”, un ciclo di dibattiti ed incontri sul tema del Web. Nella mattinata di sabato 8 maggio sarò presente, insieme ai colleghi del Centro di Solidarietà di Genova, per presentare un contributo dedicato alle risorse multimediali per la promozione della salute.

In quell’occasione racconterò come si è svolto finora il progetto “Prevenzione 2.0” e come sono stati utilizzati gli altri strumenti (Twitter, Facebook ecc.) nelle attività del settore Prevenzione del Centro. Per approfondimenti ed informazioni sull’iniziativa “Genovacamp2010” rimando a questo link: http://www.cittadinidigitali.com/barcamp-2010/genovacamp2010-un-nuovo-barcamp-a-genova

commenti
  1. Luca De Martino scrive:

    Internet non è un futuro incognito, internet è il presente ormai, e forse ha la più grande potenzialità mondiale di informazione e non solo. Di incognito non c’è più niente, è soltanto il futuro e stop.

  2. marcovag scrive:

    Giusta osservazione. Internet è da un po’ di tempo l’attualità. Resta da vedere, semmai, quale può essere il futuro di Internet: come si evolveranno ad esempio blog e social networks? Sono curioso di sapere come verranno sviluppati gli argomenti in questo ciclo di incontri. Personalmente spero che si riesca anche ad andare oltre: sarebbe interessante, ad esempio, proporre ulteriori impieghi del Web 2.0 nell’educazione e nella formazione. D’altra parte è anche giusto sensibilizzare ad un uso appropriato del Web, no? Ci sono evidentemente dei problemi di privacy, diritti dei minori ecc. che sicuramente vanno tenuti in conto, e credo che si parlerà soprattutto di questo. Staremo a vedere, insomma.

  3. Roberto Buzzi scrive:

    Questo blog è la testimonianza che internet è ormai nel presente della comunicazione umana ed ha certo un potenziale che ancora non è dato sapere. Resta però il fatto che internet è uno strumento, anche con significati ed effetti epocali e sociali come lo fu la rivoluzione della tecnica di stampa di Gutenberg nel 1400. Da allora sono state scritte bellissime cose e pessime cose, idem avviene e avverrà per internet finché sarà un mezzo di comunicazione al servizio dell’uomo e non viceversa. Già abbiamo sotto gli occhi la devastazione della televisione e la sua incapacità di meta-regolarsi, cioè di esercitare un compito a ognuno di noi comune: imparare dagli errori. Ma sono fiducioso che internet è molto più intelligente di ogni tipo di televisione, quantomeno perché offre a tutti di criticare la televisione medesima e soprattutto di non guardarla.

  4. marcovag scrive:

    Quel che si può temere, rispetto al Web, è che in futuro prevalgano gli interessi corporativi che purtroppo in qualche caso si sono già rivelati molto forti. Ad esempio, per quanto concerne i blog, si può pensare all’interesse che la stampa, oggi fruibile anche online, ha cominciato a nutrire verso di essi; da un lato ciò ha significato che molti giornalisti lungimiranti si sono specializzati anche come blogger, e questo ha garantito una discussione dell’informazione. Dall’altro, però, grandi gruppi editoriali hanno cominciato a fornire servizi di blog editing (L’Espresso, ad esempio), e questo potrà anche voler dire un tentativo di influsso sulle comunicazioni via Web. Il problema maggiore, però, rimane sempre il digital divide, l’accesso alle risorse tecnologiche più avanzate (il discorso della banda larga rientra in questo). Sono questi inconvenienti o queste interferenze che, al momento, ostacolano una piena democraticità della Rete. Al di sotto però resistono e permangono le filosofie della condivisione e dell’open source, che mi auguro possano essere dominanti anche in futuro. Come al solito il problema, insomma, si gioca non solo sulla formale esistenza del diritto ad una libera comunicazione ed espressione, ma sul suo esercizio di fatto. Questo è forse l’aspetto “ignoto”, nel senso di “non ancora pienamente compiuto” del Web

  5. Roberto Buzzi scrive:

    Si, l’accesso alle risorse tecnologiche, mi fa pensare, con timore, a quella stratificazione sociale che al di là delle teorie sociologiche rimane incontrastata nella esclusione di fasce di popolazione ad opportunità e se vogliamo diritti. Il rischio è che lo strumento tecnologico sopravanzi, per la richiesta di competenze culturali ed economiche, le reali possibilità e capacità di intere fasce di cittadini. Pensiamo ai “non cittadini”, come vuole la politica attuale, provenineti da altri paesi. Pensiamo all’impoverimento culturale e formativo che il nostro sistema scuola sta generando e alla selettività degli aventi diritto che rischia di imporre

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