Ancora qualche parola sul mefedrone

Pubblicato: 6 giugno 2010 in Links utili, Notizie su sostanze e dipendenze
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Mefedrone o mephedrone: provate a cercare questa parola su Google e con un semplice clic vi usciranno fuori decine di siti che promettono di farvi avere questa sostanza a domicilio, presentandola come un concime per le piante. Da qualche tempo questa sostanza è stata dichiarata illegale nel Regno Unito, dopo che tre giovani inglesi sono morti per averne fatto uso. Tempo fa avevamo dedicato un post al mefedrone [https://prevenzionecsg.wordpress.com/2010/04/13/da-un-concime-arrivera-la-nuova-ecstasy/], presentandolo come la vera novità nel mondo dello sballo giovanile d’Oltremanica. A giudicare dai pochi articoli usciti nel nostro Paese su questa sostanza [ad esempio questo link su Affari Italiani ], ma ancor di più dalle parole dei ragazzi che l’hanno provata, il mefedrone sembra capace, nei prossimi anni, di sostituire l’ormai storica ecstasy, ritenuta ormai di bassa qualità o perfino “passata di moda”. Ciò che colpisce è soprattutto la straordinaria reperibilità di tale droga, per la quale Internet sta diventando un potentissimo veicolo di diffusione. Se da un lato si può infatti osservare come da tempo i siti Web e i social network come Facebook, con i suoi numerosi “gruppi” di discussione e le sue “pagine fan”, diano spazio agli stupefacenti ed in qualche caso si pongano come luogo di dibattito e promozione della droga stessa, è abbastanza sorprendente come si stiano moltiplicando invece i siti che consentono di avere il mefedrone on demand a casa propria, con costi tutto sommato contenuti. Parallelamente, forum e blog diventano ulteriori spazi di confronto sulle esperienze personali di consumo dei più giovani. Per contro, almeno in Italia, l’informazione segue a fatica questa importante e non trascurabile novità. Un esempio su tutti: provate a cercare su YouTube la parola “mefedrone” e vi compariranno soltanto video stranieri, per lo più inglesi, dato che l’allarme sulla sostanza è stato dato finora soprattutto in Gran Bretagna. Gli articoli in lingua italiana sono decisamente sporadici e raramente cercano un approfondimento del tema (ad eccezione del già citato contributo di Affari Italiani). Insomma, pare che anche su questo fronte l’Italia sia un po’ indietro, mentre tuttavia qualche giovane consumatore in cerca di sballo si aggiorna e trova soddisfazione con estrema facilità.

commenti
  1. Avve93 scrive:

    Le droghe sembrano introvabili poi fanno capolino improvvisamente nelle nostre vite anche sotto forme “legali”.
    Le droghe artificiali,di cui parlava Gatti, facilmente sintetizzabili e mix letali di più droghe sono l’odierna Chimera,che bruciava i sani campi di grano,secondo la mitologia greca,lasciando questi desolati e i greci affamati e distrutti.
    La prevenzione è l’unico modo per far sì che presto tutti possano sentirsi meno affamati e più “Bellerofonte”🙂

  2. marcovag scrive:

    Le droghe sintetiche arrivano in Italia e nel resto d’Europa con facilità estrema anche perché le loro “rotte” sono difficili da controllare. Prodotte in laboratori clandestini e del tutto fuori dai percorsi tradizionali delle altre sostanze (dal Sudamerica attraverso l’Oceano, dal Pakistan e dall’Afghanistan verso l’Europa, dal Marocco alla Spagna, ecc.), ecstasy ed altre droghe risultano anche più difficili da sequestrare, insomma. Con Internet, inoltre, il mercato non solo si potenzia, ma si evolve, cambia le sue forme, anche in relazione alle crisi economiche ancora in atto..

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