Il legame droga-mercato

Pubblicato: 13 giugno 2010 in Links utili, Notizie su sostanze e dipendenze
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Più d’una volta abbiamo affrontato il tema del consumo di sostanze sottolineando la necessità di collegarlo con le logiche ed i mutamenti del mercato. Adesso una sentenza della Cassazione, riguardante un catanese condannato per spaccio, sembra non solo confermare, ma addirittura rafforzare, questo legame. In pratica il cittadino era stato giudicato colpevole di aver spacciato una ingente quantità di stupefacenti, mentre questa sentenza ha giudicato del tutto arbitrario il provvedimento della Corte d’Appello, che aveva stabilito, oltre ai 5 anni di reclusione e ai 18 mila euro d’ammenda, l’aggravante della “ingente quantità detenuta”. La Cassazione, in parole povere, sembra sostenere che per poter stabilire se una quantità di sostanza è “ingente” bisogna tener conto del mercato, e quindi della domanda e della diffusione della stessa! La notizia a mio parere suggerisce almeno una riflessione: può una sentenza giuridica ribaltarne un’altra non in nome di un codice legislativo, ma della pura e semplice legge del mercato?

La notizia è riportata dal blog Frz40’s, che ringrazio per lo spunto offertomi. Potete trovarla a questo link:  http://frz40.wordpress.com/2010/06/13/droghe-come-siamo-caduti-in-basso/

commenti
  1. frz40 scrive:

    Non l’ha assolto. Ha solo detto che l’aggravante non andava applicata.

    Ci sarà un nuovo processo.

    Personalmente di aggravanti glie ne avrei date due.

    • marcovag scrive:

      Sicuramente è una decisione molto significativa, almeno a mio parere. Fa capire che, a dispetto di tutti i proclami di “tolleranza zero”, le regole che contano sono sempre quelle dettate dal mercato, alla fin fine.

  2. marcovag scrive:

    grazie per la precisazione, correggo al volo

  3. Roberto Buzzi scrive:

    Questo non deve stupire più di tanto. Beck ha sostenuto e avvalorato in numerosi testi che in un certo qualmodo le “norme culturali” anticipano e addirittura sopravanzano i fatti legislativi. Questo è tanto più vero quando alle spalle delle norme cultuali si addensano lobbies economiche. In effetti quella delle droghe e del suo mercato è una potente lobbies, che quando è contigua alle mafie, presenta sospetti collegamenti anche con apparati statali…non solo italiani, certo!!

  4. Marco Vagnozzi scrive:

    Indubbiamente Beck ha ragione, ed in fin dei conti la maggior parte delle leggi nascono da “norme culturali”, ahimé ben più che dalla limpida legge morale di Kant! In questo caso, tuttavia, c’è ancora qualcosa di più: viene praticamente sancita la possibilità che una legge, che dovrebbe ergersi a stabile baluardo, venga a dipendere dal mercato, che per definizione è invece oscillante ed incerto. Che poi la legge sia soggetta alle più disparate interpretazioni, lo sappiamo bene dalle vicende del nostro Paese.

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