L’ultima moda: la “drunk-anoressia”

Pubblicato: 15 giugno 2010 in Notizie su sostanze e dipendenze
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Arriva dagli Stati Uniti una delle ultime frontiere dello sballo, che sembra riunire in sé due delle tendenze problematiche più diffuse del nostro tempo. Si chiama significativamente drunk-anoressia, e consiste nella scelta, prevalentemente da parte delle ragazze, di non consumare cibi per 24 o anche 48 ore, per poi assumere grandi quantità di alcolici senza ingrassare. Come è noto, infatti, le bevande alcoliche hanno un apporto calorico piuttosto elevato, e questo spaventa chi vive con l’ossessione di un corpo iper-snello; evidentemente, però, poche di queste ragazze paiono disposte a rinunciare ad un must come lo sballo del venerdì o del sabato sera. Così prevale il rifiuto del cibo, un altro dei grandi problemi del nostro tempo. La volontà di imitare i modelli televisivi, di adeguarsi agli stereotipi femminili quotidianamente proposti dai reality e dai talk-show, come ricordano il libro e il documentario Il corpo delle donne, di Lorella Zanardo, fa passare in secondo piano tutto il resto. A ciò s’aggiunge l’ulteriore influsso del sistema pubblicitario nel propagandare una vita vissuta al massimo, con l’acceleratore premuto, con la perenne ricerca dello sballo, meglio se condito da additivi di vario genere. Si creano così nuovi pericolosissimi mix di normalità devianti, come le abbiamo talvolta definite: “normali” perché perfettamente inscritte nel sistema dei consumi e nella cultura oggi dominante, “devianti” perché pur sempre nocive per il corpo e la mente. Si ricercano super-corpi prestanti, atletici, scolpiti, possibilmente da filmare, fotografare e far risaltare con ogni mezzo, mentre parallelamente si assumono sostanze che in un modo o nell’altro rovinano o debilitano quegli stessi corpi. Spinti dalla volontà di avere e di far vedere iper-corpi, molti finiscono per ottenere ipo-corpi, sempre più estranei, problematici e sconosciuti ai loro stessi “proprietari”.

La drunk-anoressia, comunque la si voglia chiamare, è forse un fenomeno ancora limitato in Italia, ma che probabilmente, sulla scia di altre mode, non tarderà ad arrivare. Per affrontarla è necessario ampliare le nostre vedute, fare in modo che i nostri discorsi tocchino temi sempre più vasti e delicati: non solo il consumo di alcol e sostanze psicotrope, coi suoi effetti fisici (e legali), ma anche, ad esempio, il rapporto con il proprio corpo e la concezione della donna nella nostra società dei consumi.

[Per approfondimenti, consiglio la lettura del blog http://www.ilcorpodelledonne.net/ o la visione del documentario; per l’articolo originale sulla drunk-anoressia, rimando al link http://www.blitzquotidiano.it ]

commenti
  1. Avve93 scrive:

    caro marco,il titolo dice tutto: l’ultima MODA. ecco di questo stiamo parlando. Come è possibile,mi chiedo io, che la necessità di adeguarsi a ritmi “imposti dalla società” (che comunque è già di per se questa una cosa “artificiosa”-ritmi imposti da chi??) vada a discapito della salute?? ma scherziamo?
    Come dicevamo c’erano una volta quei tipacci rockettari che si imbottivano di droghe perchè “spacconi” e “sprezzanti dei pericoli del futuro” (Rock’n’roll ain’t noise pollution,rock’n’roll ain’t gonna die…) oggi la droga,così come l’alcool, è moda,è fatta x essere “in” come già abbiamo sottolineato.
    Dobbiamo capire per arrivare ad un problema di anoressia cè un disagio assai più profondo della semplice voglia di sballare..oppure no?
    Quello che mi chiedo è..può una ragazzina 15enne può smettere di mangiare per potersi permettere tutti gli eccessi alcoolici che vuole solo per la voglia dello sballo?
    Se la risposta è si,siamo davvero in grossi guai.
    Se è no,dobbiamo attivarci per far cambiare alla gente mentalità…”figo” non dev’essere qualcosa che fa male,ma qualcosa anzi che ti distingue dagli altri!

  2. Marco Vagnozzi scrive:

    Sicuramente il disagio dell’anoressia, che è una non accettazione del proprio corpo, è altra cosa rispetto allo sballo. Il punto è che qui arrivano pericolosamente a mescolarsi. Come dici tu, ciò che è “figo” o “cool” dovrebbe essere qualcosa che distingue, chiaramente in positivo; questo messaggio tuttavia traspare? Chi è “figo” e chi è, invece, “sfigato”, secondo i canoni prevalenti? E’ considerato figo chi può fare scelte diverse, chi sa accettarsi per quello che è anche a livello fisico (il che non vuol dire trascurarsi o lasciarsi andare!!), o piuttosto chi beve, chi fuma e cura la propria immagine sino all’ossessione?

    C’è poi un altro problema, che Lorella Zanardo nel suo blog e nelle sue pubblicazioni tocca molto da vicino. Tutti abbiamo in mente il modello di donna-oggetto prevalente, velina, o “Pupa” o testimonial pubblicitaria, ma quanti modelli alternativi (che siano altrettanto giovani) vengono offerti? Si dà poca voce alle donne di cultura, ad esempio, ed anche critiche forti come quelle del documentario “Il corpo delle donne” magari trovano pure spazio in tv in qualche talk-show, ma solo per creare un battibecco con la “controparte” (l’autore televisivo spregiudicato e spesso squallido che rilascia facili accuse di “moralismo e perbenismo”) e quindi, in definitiva, per neutralizzarne la forza critica. Anche perché magari, 5 minuti dopo, va in onda lo spot con l’ennesima modella seminuda.

  3. Avve93 scrive:

    Sai com’è il nudo “attizza”, il seminudo “attizza di più” (la seduzione c è finche l’omo desidera,al realizzar del desiderio essa svanisce come l’appassir di un fiore [- maurizio avvenente- xD] , la cultura interessa a pochi… per questo l’immagine della donna è questa ! per attirare ” la massa” e così le ragazze si vedono inadeguate, si sentono (ingiustificatamente) messe a confronto con queste “modelle – modello” e vogliono essere magre sino all’ossessione. Poi la ricerca di ritmo frenetico di cui parlavamo spinge alla drunk-anoressia di cui abbiamo parlato.

    Che dire…bisognerebbe capire cosa scatta nella testa delle ragazze che cadono in questo tipo di problematiche,magari parlando con loro,e cercando poi di porre i rimedi possibili. chiaro che se il problema è davvero l’immagine moderna della donna allora non è possibile intervenire “alla fonte” (cambiare gli spettacoli,le pubblicità,i calendari ecc..) ma bisognerà provare a far capire non tanto quali siano i rischi (secondo me uno psicopatico – l’anoressia è una malattia di testa- non si rende neanche conto) ma bensì cosa voglia dire vivere in pace con sè stessi.
    Perchè fondamentalmente è questo che troppa gente ha dimenticato.

  4. Marco Vagnozzi scrive:

    Non ho le competenze sufficienti per occuparmi del problema anoressia, che sicuramente è ampio e complesso. Sicuramente il termine “drunk-anoressia” è forte, forse anche troppo, nel senso che, se si tratta di digiunare saltuariamente per ubriacarsi il fenomeno è grave, ma se si parla di qualcosa di ancor più sistematico, e di un radicale rifiuto del cibo, allora la cosa è ancor più seria.
    Di per sé la parola infatti viene dal greco “an-” (che indica “senza”, una privazione) e “orexis” (appetito) ,e si potrebbe tradurre quindi come mancanza o riduzione dell’appetito, il che può essere anche un sintomo dato da altre patologie o dall’ingestione di certi farmaci. In generale, invece, quando ha una frequenza più sistematica è una vera una patologia psichica, e va chiamata propriamente “anoressia nervosa”. A questo punto diviene un autentico disturbo del comportamento alimentare, anche accompagnato da ansia o depressione. [fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Anoressia%5D
    Nel nostro caso credo si possa parlare di un chiaro comportamento a rischio o, per usare un termine classico (che a me piace poco), di una forma di “devianza”, ma è ancora da vedere se questo significhi esattamente anoressia. Resta il fatto che si tratta indubbiamente di un fenomeno preoccupante.

  5. Marco Vagnozzi scrive:

    a proposito del blog di Lorella Zanardo, che ho citato, vi segnalo un commento che ho inserito ieri http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=2534

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