Campagne informative: un esempio mal riuscito

Pubblicato: 23 giugno 2010 in Links utili, Materiali informativi
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Come segnalato in questi giorni dal sito Progettosteadycam.it (che mette a disposizione in streaming i video che potete trovare qui sotto), si è conclusa da poco, all’interno del programma Rai “Unomattina”, una mini-fiction intitolata “Brava Giulia”, che ha trattato alcune tematiche particolarmente delicate riguardanti l’universo giovanile. Una puntata è stata dedicata alle malattie sessualmente trasmissibili (AIDS compresa) ed è stata seguita da un breve dibattito in studio, con l’attrice protagonista e con alcuni esperti; qui emergono le dolenti note, visto che né nel corso della fiction, né nella discussione successiva, viene realmente approfondito il problema delle malattie veneree, o meglio, si dà spazio ad un lungo elenco di possibili patologie, e si sorvola su alcuni aspetti assolutamente fondamentali della prevenzione di esse. Ad esempio colpisce che la parola “preservativo” venga sostituita da espressioni abbastanza curiose come “protezione di barriera” o un generico “precauzione” (si veda il video qui sotto). Si potrebbe continuare a lungo con osservazioni simili, ma quello che colpisce è anche l’orario: perché mandare una fiction destinata ai giovani alle 9 di mattina, e soprattutto all’interno di un programma che generalmente non viene visto da un pubblico adolescente? Ed ancora, se proprio si vuole colpire il target ricercato, perché utilizzare un tono così simile alla predica, e non, ad esempio, un videoclip o uno spot più immediato, ma che almeno dia le informazioni essenziali?

Colpisce ancor di più, nella sua essenzialità e soprattutto nei suoi toni, un’altra puntata, stavolta dedicata all’alcol, dove si narra la storia di una ragazza che pare distratta, scontrosa e depressa, perché improvvisamente caduta nel tunnel dell’alcol. Qui la sostanza viene descritta né più né meno come una droga (affermazione corretta), ma quello che non convince è l’insistenza sul problema dell’alcolismo e della dipendenza, che forse non è il tema più attuale oggi. Il problema alcol è indubbiamente scottante, ed i dati recenti paiono confermarlo, così come è vero che riguarda in prevalenza (ma non solamente) i giovani; tutto sommato, però, fenomeni come il rituale binge drinking, o il consumo concentrato in certi giorni e certe ore, per lo più incentivato da happy hours ed altre forme promozionali, sono diverse, soprattutto nelle loro motivazioni scatenanti, dall’abuso di un alcolista. Vero è che nella fiction si parla anche del “farsi vedere” o “sentirsi più grandi” come motivi scatenanti, ma ancora una volta non si arriva al cuore del problema: la promozione del consumo di alcolici come fatto sociale e mass-mediatico. Inoltre, il tono ancora una volta “da predica” della madre nella fiction (vedi qui sotto) perde a priori la partita con certi spot rapidi, coinvolgenti ed efficaci che ci spingono a bere l’ultimo drink di tendenza o la bevanda cool del momento.

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