L’agghiacciante volto della droga

Pubblicato: 14 ottobre 2010 in Lavori e prodotti dei ragazzi
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Riporto di seguito l’articolo scritto da una ragazza della classe IV AS Majorana, che ha partecipato al progetto Prevenzione 2.0 lo scorso anno scolastico e che continua a seguire e a contribuire al nostro blog. L’articolo riguarda una campagna-choc sugli effetti delle sostanze, lanciata da poco in Gran Bretagna. Vi invito a leggere con attenzione e commentare, giudicando se secondo voi simili campagne possono cogliere nel segno.

Ormai sono in molti a conoscere gli effetti che provoca l’uso di sostanze stupefacenti, ma quanti sanno cosa riesce a provocare, anche a partire dall’aspetto fisico, la droga? Roseanne Holland, Melissa Collara e Penny Wood sono tre donne statunitensi testimonial di una campagna-shock lanciata dalla polizia di Londra, per mostrare gli effetti dell’uso di sostanze stupefacenti. L’obiettivo della polizia, ovviamente, è invitare a riflettere sulle conseguenze della tossicodipendenza e a denunciare gli spacciatori. I cartelloni pubblicitari recitano “Non lasciare che gli spacciatori cambino volto al tuo vicinato” e ritraggono visi deturpati, imbruttiti, deformati, in una sequenza di scatti impietosi. Il cambiamento di Roseanne, Melissa e Penny è agghiacciante, innaturale, sembra impensabile che l’uso di sostanze stupefacenti possa riuscire a produrre un tale deterioramento fisico, ma purtroppo, questa è la realtà. Roseanne Holland (vedi immagine a destra), era una normale ragazza di 29 anni quando venne arrestata per la prima volta per droga. La sua trasformazione in uno scheletro ambulante è testimoniata in varie foto, scattate a ogni arresto nei successivi 9 anni: a soli 37 anni era diventata una larva.
Più inquietante ancora la storia di Melissa Collara, caduta nella rete del crack a 18 anni. A 21 anni era già stata arrestata diciassette volte per prostituzione.
L’ultima testimonial dell’orrore della droga si chiama Penny Wood
. A 36 anni ha scoperto le metanfetamine, diventandone schiava. Dopo 4 anni è entrata in una comunità di recupero. In una lettera alla polizia di Londra ha scritto «Non soltanto la devastazione del tuo corpo è incredibile, ciò che ti succede dentro è ancora peggio».

Pensate che il modo di comunicare gli effetti della droga utilizzando questo tipo di mezzo sia giusto o troppo crudo per essere mostrato in pieno centro della città, alla vista di tutti? Quali possono essere i punti a favore di questa iniziativa?

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