Le “classifiche” delle droghe più pericolose: qualche riflessione

Pubblicato: 3 novembre 2010 in Links utili, Notizie su sostanze e dipendenze
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La notizia è circolata un po’ ovunque in Rete, ma anche sui principali quotidiani come Repubblica. Secondo una classifica redatta dallo studioso inglese Nutt per la rivista scientifica Lancet, l’alcol sarebbe il pericolo numero uno tra le sostanze psicotrope attualmente circolanti, specie per i suoi effetti sociali: incidenti, ma anche episodi di aggressioni, risse e molti altri comportamenti a rischio. Effettivamente in Gran Bretagna l’alcol rappresenta da tempo un problema, così come è altrettanto vero che la tipologia anglosassone di consumo di alcolici si sta diffondendo anche nei Paesi mediterranei, e lo dimostrano le statistiche sul crescente fenomeno del binge drinking. Tuttavia le considerazioni del professor Nutt non si sono fermate certo qui: anzi, la vera e propria provocazione è stata l’affermazione secondo cui l’alcol sarebbe addirittura più pericoloso dell’eroina. Probabilmente, se ci basiamo sul numero di alcolisti o consumatori problematici britannici e sul numero di eroinomani, i primi al momento sono maggiori; probabilmente, Nutt ha anche ragione a puntare il dito contro una sostanza spesso sottovalutata perché legale, promossa dalla pubblicità e per di più facente parte di una cultura secolare (benché le modalità del consumo siano profondamente mutate). Dall’altro lato, però, una simile considerazione può essere pericolosa, perché può portare a sottovalutare il rischio legato ad altre sostanze che non sono affatto scomparse, ma anzi stanno conoscendo un incredibile ritorno, anche nel nostro Paese. Nella medesima “classifica” di Lancet, poi, sorprende il fatto che, ad esempio, si assegnino punteggi molto bassi (in termini di pericolosità) a due sostanze come ecstasy e LSD, quando è ormai noto che i casi di decesso o di complicazioni psichiatriche anche in seguito ad una sola assunzione di queste droghe sono tutt’altro che rari. Insomma, va bene non sottovalutare l’alcol, ma attenzione a non eccedere in senso opposto, facendo passare in secondo piano i rischi connessi all’assunzione di molte altre sostanze.

[articoli originali sulla classifica di Lancet: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201011010811-ipp-rt10008-salute_lancet_l_alcol_fa_molti_piu_danni_di_eroina_e_crack ; http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2010/11/01/news/alcol_pericoloso-8632878/ ]

Infine, una giusta considerazione è emersa, in questi giorni, dal dottor Riccardo Gatti, psichiatra e psicoterapeuta esperto in problemi connessi all’uso di droghe, nonché direttore del Dipartimento Dipendenze della ASL milanese, che tramite il suo profilo Twitter fa riflettere sul contemporaneo emergere, soprattutto da noi, di molti altri problemi. Ha senso –  possiamo chiederci seguendo le parole di Gatti – insistere su una “graduatoria” delle droghe più o meno dannose, quando al Leoncavallo di Milano un ragazzo va in coma durante la festa di Halloween per un mix di molte sostanze diverse? Evidentemente il problema principale è un altro: il consumo sta cambiando, o è già cambiato da tempo, non c’è più la droga come contro-cultura (o presunta tale) né la droga “ricercata” per una specifica funzione. C’è lo sballo nudo e crudo, l’assunzione contemporanea di più sostanze, legali o illegali, “alla cieca”, con il solo obiettivo dello stordimento. E, come sappiamo, gli effetti di questi mix sono assolutamente imprevedibili, come in una continua e pericolosa camminata su un filo sospeso. Sono effetti e pericoli che vanno molto al di là degli effetti e pericoli delle sostanze singolarmente assunte. Forse, allora, servono riflessioni più ampie e profonde delle classifiche e dei punteggi.

[Per approfondimenti sulla vicenda del ragazzo in coma al Leoncavallo si veda questo link: http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_novembre_2/ragazzo-in-coma-leoncavallo-1804075620230.shtml ; Fonti originali immagini: http://www.comunitadirecupero.it/danni-fisici-tossicodipendenza-eroina.html e http://www.con-vivium.com/convivium/liguria/savona/286-muraglia-conchiglia-doro ]

commenti
  1. Marco Vagnozzi scrive:

    Una precisazione: nella ricerca David Nutt sottolinea che l’alcol è la droga “socialmente” più pericolosa, non individualmente. Ciò non toglie, comunque, che il classificarla molto al di sopra dell’ecstasy, dell’LSD o di altre sostanze (indipendentemente dalla sua diffusione sociale) possa essere abbastanza discutibile.

  2. Luca De Martino scrive:

    Io sono abbastanza d’accordo con questo discorso di mettere l’alcool più pericoloso di altre sostanze che a livello fisico fanno molto di peggio e in molto meno tempo. Lo ritengo giusto perchè guardando i numeri e i telegiornali l’alcool crea molti più morti. Forse se si guarda la percentuale dipendenti-morti le droga l’alcool lo superano ma i dipendenti da droghe sono infinitesimali rispetto a quelli dell’alcool ma sopratutto anche i non dipendenti che il sabato esagerano sono quelli che creano molti morti. Quindi può essere sicuramente discutibile questa classifica per certi versi ma per molti altri credo che sia corretta.

  3. Marco Vagnozzi scrive:

    Per diffusione e danni sociali attuali, le statistiche, come dici tu, parlano chiaro. Da questo punto di vista la classifica di David Nutt è corretta, d’altronde è una ricerca scientifica seria, non certo una sparata. Ripeto, l’ecstasy così in basso mi lascia perplesso, perché la diffusione sociale di questa sostanza non è trascurabile, anzi, pare proprio che amfetamine e metamfetamine siano in continua crescita. Su questo punto bisogna anche dire che lo stesso studioso, tempo fa, disse più o meno che le morti causate dall’ecstasy sono pari a quelle per cadute da cavallo: sarà pur vero, in Gran Bretagna, ma non è un bel modo per dissuadere dal consumo di MDMA!

  4. Luca De Martino scrive:

    L’errore più grosso da parte della popolazione per conto mio è non considerare l’alcool come una droga. Io non dico di farne uso e nemmeno di renderlo illegale, ma sarebbe da tenerne d’occhio il consumo magari con messaggi sulle bottiglie come sui pacchetti di sigarette.

  5. Marco Vagnozzi scrive:

    Ci abbiamo messo anni per arrivare ai messaggi sui pacchetti di sigarette, di fronte ad un mercato così forte come quello dell’alcol temo che sarà dura. Pensa solo alle dimensioni della voce “bevi responsabilmente” rispetto a ben altri messaggi promozionali come “No Martini no party”, “Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano” e simili..

    Sulla necessità di fare prevenzione e sulla sottovalutazione del problema-alcol è intervenuto il professor Garattini in un’interessante intervista disponibile a questo link: http://www.cufrad.it/news.php?id_news=4745

  6. Perla scrive:

    Non esistono, né possono del resto esistere, casi di decesso per LSD essendo, al di là degli effetti psicologici, una sostanza atossica per l’organismo umano. Sono documentati casi di utenti che hanno ingerito per errore centinaia o anche migliaia di dosi (quantitativi che sarebbero letali anche per droghe di uso comune come il caffè) senza averne danni.

    Per quanto riguarda i (rari) casi di decessi da singolo uso per MDMA, al di là delle semplificazioni giornalistiche, al di fuori di intolleranze specifiche essi avvengono sempre a causa di combinazione con alcol (ipertermia) o perché la sostanza è stata assunta insieme a farmaci MAO-inibitori (caso in cui diviene in effetti altamente tossica, in quanto sotto MAO-inibitori l’organismo non può smaltirla).

  7. Marco Vagnozzi scrive:

    E’ altrettanto vero, però, che la pericolosità di una sostanza non si valuta esclusivamente con la sua possibilità o meno di causare decessi. Come dici tu, e come qualche anno fa ha mostrato il recentemente scomparso Amendt in alcuni suoi libri (specie “Le nuove droghe”), sicuramente la maggioranza dei decessi per assunzione di MDMA avvengono per poli-assunzione, correlata ad alcol o altre sostanze. Tuttavia non vanno dimenticati i danni cerebrali connessi sia all’assunzione di ecstasy, sia a quella di LSD, sostanza che ha lasciato strascichi molto pesanti nella generazione delle grandi contestazioni e anche in quelle successive. Poi è altrettanto vero che molti danni, come per tutte le droghe, sono spesso dovuti alla composizione chimica e alle sostanze con cui sono tagliate… Insomma, si tratta comunque di droghe da non sottovalutare, per quanto i decessi e le conseguenze fisiche alcol-correlate siano purtroppo molto più preoccupanti, come numero e diffusione sociale..

  8. Denuto scrive:

    in realtà il più grande studio omnicomprensivo dell’MDMA (ecstasy) effettuato dalla Harvard Medical School e conclusosi nel 2011 ha stabilito che la sostanza non causa alcun danno al cervello (fonte: http://www.guardian.co.uk/society/2011/feb/19/ecstasy-harm-brain-new-study). Non è possibile “morire” di MDMA, ma solo di un mix MDMA-MAOinibiitori o MDMA-alcol. Che l’LSD comporti solo rischi psicologici e non fisiologici è assodato dal 1973, quella delle “cellule bruciate” è notoriamente una leggenda urbana.
    Personalmente ho l’impressione che negli anni ’90 e primi 2000 tanto terrorismo mediatico sulle nuove droghe (tutte immancabilmente meno dannose e soprattutto MENO REDDITIZIE delle “vecchie” droghe pesanti, Eroina e Cocaina) sia servito solo a continuare a promuovere le “vecchie droghe” e a tutelare l’industria dell’alcol, che ricevette un duro colpo specie in Inghilterra quando ci fu il boom delle serate ecstasy&water.

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