Archivio per la categoria ‘Materiali informativi’

Electronic-CigaretteUn articolo apparso qualche giorno fa sull’edizione genovese de “La Repubblica” sottolineava come negli ultimi mesi circa il 20% dei negozi che vendono sigarette elettroniche nel capoluogo ligure abbia chiuso i battenti. Negli ultimi tempi si è parlato molto del fenomeno delle e-cig, soprattutto perché sono emersi pareri differenti circa i loro danni per la salute o, viceversa, la loro utilità per smettere di fumare le sigarette tradizionali. Parallelamente, sono sorti nuovi divieti di utilizzarle nei luoghi pubblici e un’attenzione particolare è stata rivolta al loro consumo da parte dei più giovani, tra i quali le sigarette elettroniche sembrano aver trovato una discreta diffusione.

Nell’articolo sopra citato si fa riferimento a queste nuove restrizioni introdotte come la causa principale della chiusura dei centri adibiti alla vendita delle e-cig. Difficilmente si può pensare che siano stati gli allarmi sulla loro pericolosità a suscitare in così poco tempo un brusco calo delle vendite. Potrebbe semplicemente trattarsi, semmai, della fine di una moda, per la verità alquanto passeggera, oppure potrebbero esservi ragioni economiche non trascurabili: se infatti esistono tipologie diverse di sigarette elettroniche, dai costi piuttosto differenti, è altrettanto vero che, stando sempre alle statistiche, pochi sono coloro che rinunciano al classico fumo di tabacco nel momento in cui acquistano le e-cig (appena il 10%). Ciò significa che gli altri affiancano i due consumi, il che incide non poco sul portafogli, se pensiamo che già la spesa media per le sigarette tradizionali è tutt’altro che trascurabile, in tempi di crisi. Fatto sta che improvvisamente il fenomeno appare in netto calo e in tal senso probabilmente l’articolo de “La Repubblica” dice il vero: molti fumatori di sigaretta elettronica ricorrevano a quel dispositivo per sentirsi liberi di fumare (o meglio, svapare, come si dice in gergo) anche sul proprio posto di lavoro, al bar, al ristorante, senza dover uscire all’aperto. Nel momento in cui questo non è più possibile, per l’introduzione dei divieti, il nuovo giocattolo ha esaurito la propria funzione.

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Oggi ho scelto di proporre un videoclip, che col sottofondo di una musica elettronica rappresenta in modo diretto ma non “terroristico” le  sostanze più diffuse. In questo video si alternano personaggi, volti, corpi che ballano, quasi tutti storditi o viceversa eccitati da qualche tipo di droga, legale o illegale che sia. Si succedono quindi situazioni diverse, più o meno piacevoli, di ragazzi, ragazze ed adulti.

Abbiamo persone che consumano cocaina o altri eccitanti per sentirsi più Up, su di giri, altri invece che ricorrono alle più comuni droghe sintetiche e designer drugs come l’ecstasy, altri ancora che ingeriscono 4-5 sostanze differenti per provare l’ebbrezza di uno sballo totale.

Interessante, al termine del video, è il commento di un personaggio che si allontana dalla discoteca, quasi inorridito dal numero di ragazzi sotto effetto di stupefacenti. La didascalia conclusiva, tuttavia, ci dice che anche lui ha assunto qualcosa, ovvero un noto antidepressivo. Insomma, il filmato offre una miriade di spunti sugli aspetti sociali del consumo di droghe oggi, sull’innumerevole offerta di prodotti più o meno nuovi sul mercato (quasi un supermarket delle sostanze), e sulle vite sempre più drogate dell’uomo comune.

Dopo aver parlato a lungo di alcool e di sostanze stupefacenti illegali, qualcosa va detto anche a proposito dei notissimi e sempre più diffusi energy drink, ai quali il nostro blog ha fatto riferimento in alcuni post. Certo non è facile parlare di bevande che, se non altro, hanno il vantaggio di non contenere alcool neppure in minima quantità: si è infatti portati quasi naturalmente a ritenerle bibite innocue e che, a differenza delle comuni birre o degli alcolpops (Bacardi Breezer e simili) non pongono apparentemente grandi problemi per chi deve mettersi alla guida e rischia di essere un pericolo per gli altri, oltre che per se stessi. Il fatto è che anche gli energy drink, prima di tutto, contengono sostanze psicoattive (ovviamente legali) tra cui la caffeina. Per fare un esempio, in una bevanda come la RedBull, molto conosciuta e popolare, è contenuto l’equivalente di 3-4 tazzine di caffé, una quantità di per sé sufficiente ad avere un’elevata azione eccitante sul nostro organismo. E’ documentato inoltre dalle ricerche scientifiche che un abuso di caffeina provoca nervosismo, stati di irritabilità, ansia, ed ovviamente insonnia non di rado accompagnata da tachicardia e palpitazioni. Dunque anche la presunta azione “benefica” degli energy drink consumati prima di un’attività sportiva è decisamente un falso mito.Poi c’è il pericolo di un consumo di energy drink uniti all’alcol: in questo caso la pericolosità aumenta perché tali bevande non fanno percepire la fatica, la stanchezza e la sonnolenza derivanti dal consumo di alcolici, dunque portano chi le consuma a sottovalutare i pericoli, ad esempio se deve mettersi alla guida. Infatti quella persona crederà di avere i riflessi a posto, di poter avere una piena visibilità, di saper valutare gli ostacoli, ed invece si tratterà di una pura illusione.

Ma veniamo alla diffusione commerciale di queste bevande, che oggi appaiono sempre più pubblicizzate e che fanno presa tra i giovani e non solo. Di seguito vi propongo due spot.

Il primo, non diffuso in Italia, riguarda la Burn energy drink e punta molto, come vedrete, su un tema accattivante, quello della prestazione.

Il secondo è invece più famoso ed è una delle tante pubblicità della RedBull che, come recita uno slogan divenuto classico “ti mette le ali”:

Quali messaggi vi vengono in mente analizzando questi due spot?

Date le recenti modifiche introdotte nel Codice della Strada (articoli 186 e 186bis), che riguardano in particolar modo i neopatentati ed i più giovani, ho pensato di inserire nella sezione “Materiali informativi” una video-intervista realizzata da una WebTV veneta, FuoriTV.

[Fonte originale: http://www.fuoritv.it/fuoritv/default.aspx ]

Vi propongo oggi un medley di diverse pubblicità commerciali di alcolici e superalcolici, la maggior parte delle quali sono andate in onda anche nel nostro Paese. Alcuni messaggi sono ripetuti nei diversi spot (il divertimento e il party, il bere in gruppo ecc.), ma vi suggerisco di prestare attenzione alle differenze, ed anche all’efficacia o meno di ciascuno di questi filmati.

Vi è capitato di vederli in televisione, in prima serata o in orario pomeridiano? Con che frequenza ricorrono? Quali elementi rimangono maggiormente impressi di questi spot?