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Si chiama “Le bolle d’alcol” ed è un video che mette insieme slogan, interviste e opinioni dei ragazzi: lo hanno realizzato, al termine dello scorso anno scolastico 2010-2011, gli studenti dell’Ente di Formazione professionale “Forma” di Chiavari (GE), nell’ambito del progetto “Attiv@mente”, a cura del Centro di Solidarietà di Genova e finanziato dalla Provincia. Il video rappresenta un tentativo, da parte di alcuni adolescenti, di comunicare ai propri coetanei un messaggio di prevenzione dei rischi associati al consumo di alcolici tra i giovani, in un’ottica di educazione tra pari.

Le riprese, i dialoghi, le interviste ed il tema sono stati interamente scelti dagli studenti, che precedentemente avevano partecipato ad un ciclo di incontri informativi sul tema del consumo di alcol e sostanze illegali con gli educatori del settore Prevenzione del Centro di Solidarietà di Genova, con alcuni operatori del SerT della Asl3 e della Asl4,  con la Polizia Stradale e la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

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Il governo britannico presieduto da Cameron, anche alla luce delle recenti polemiche sui danni sociali (e soprattutto sui costi sanitari) dell’alcol, che nel Regno Unito rappresenta certamente un problema, pensa di alzare il prezzo medio degli alcolici. Tale misura, in particolare, dovrebbe riguardare le bevande alcoliche reperibili nei supermercati, e spesso utilizzate dai giovani (e non solo) per cominciare una serata di binge drinking, da proseguire nei pub o in discoteca. Anche l’associazione dei medici britannici, tempo fa, suggerì questa proposta come potenzialmente efficace per contrastare il fenomeno.

Basterà alzare il prezzo delle bevande alcoliche per arginare le “abbuffate” dei fine settimana? Oppure servono strategie differenti?

Vi propongo oggi un medley di diverse pubblicità commerciali di alcolici e superalcolici, la maggior parte delle quali sono andate in onda anche nel nostro Paese. Alcuni messaggi sono ripetuti nei diversi spot (il divertimento e il party, il bere in gruppo ecc.), ma vi suggerisco di prestare attenzione alle differenze, ed anche all’efficacia o meno di ciascuno di questi filmati.

Vi è capitato di vederli in televisione, in prima serata o in orario pomeridiano? Con che frequenza ricorrono? Quali elementi rimangono maggiormente impressi di questi spot?

Da un incontro svolto questa mattina all’Istituto Majorana, nel quale è stato proiettato un video tratto dalla trasmissione tv “Le Iene” (vedi sotto), è emersa un’interessante discussione sul mondo degli adulti e su come questi ultimi si posizionino rispetto al problema dell’alcol.

Il video ha subito suggerito ai ragazzi una riflessione sul modo in cui gran parte dei mass media trattano i giovani e gli adulti. In particolare i telegiornali e la stampa tendono , secondo gli studenti, a comunicare molti dati numerici relativi ad incidenti, infrazioni alla legge e bravate commesse dagli adolescenti, mentre il consumo di alcol da parte degli adulti sembra non ricevere altrettanta attenzione. Ciò che colpisce, riguardo a molti genitori, non è tanto il fatto che bevano alcolici (peraltro si tratta generalmente di birra o vino, ed in quantità mediamente moderate), quanto la totale inconsapevolezza dei rischi legati alla guida in stato d’ebbrezza, aspetto particolarmente evidente nel nostro Paese e meno diffuso invece all’estero.

Dal video de “Le Iene” emerge chiaramente l’ignoranza di alcuni intervistati sia rispetto ai limiti di legge vigenti (che peraltro sono oggetto proprio in questi giorni di alcuni cambiamenti), sia, soprattutto, rispetto al quantitativo di alcol sufficiente a raggiungere un certo tasso alcolemico. Questo sorprendentemente s’accompagna, secondo gli studenti, ad un atteggiamento piuttosto netto verso gli incidenti e le cosiddette “stragi del sabato sera”: moltissimi adulti richiedono provvedimenti rigidi ed inflessibili e si trovano quindi d’accordo con la severità della legge in vigore, ciò nonostante non mantengono sempre un comportamento coerente con queste affermazioni.. Insomma, sembrano emergere una certa mancanza di responsabilità ed un’evidente contraddizione da parte dei genitori.

Al di là del filmato in questione, è poi uscito allo scoperto un altro aspetto interessante. Gli studenti hanno rivelato che in generale l’argomento-alcol non viene trattato a fondo nelle discussioni in famiglia, oppure i genitori si limitano (in alcuni casi..) a fissare determinate “regole” o a dare dei consigli, invitando i figli ad un consumo responsabile o ad una totale astensione dall’alcol nel caso in cui debbano mettersi alla guida, per la sicurezza di se stessi e degli altri. Forse dai ragazzi viene implicitamente richiesto un maggiore dibattito sul problema, rispetto ad esempio alla pura imposizione di divieti o regole, che verrebbero facilmente ignorate per senso di sfida o volontà di trasgressione.

Infine, pare proprio che gli adolescenti siano sempre più soli di fronte all’innumerevole quantità di segni e messaggi che la televisione e la pubblicità fanno loro piovere addosso. Alcuni rivelano un sostanziale fastidio rispetto agli spot promozionali (“Cambio canale subito”, “Non mi interessano e non mi colpiscono”), mentre altri ne ricordano quasi a memoria i contenuti e gli slogan, segno evidente della loro efficacia e del loro potere persuasivo. Nessuno, però, riferisce di aver discusso con i propri familiari sui messaggi trasmessi da certe pubblicità: la questione semplicemente non viene sollevata.

Che fare dunque, di fronte a simili constatazioni? Continuare ad aprire spazi di riflessione, siano essi sessioni di video-training, libere discussioni e quant’altro. Questo è ciò che stiamo provando a costruire, in presenza e a distanza, con il progetto “Prevenzione 2.0”.

In questi ultimi giorni si è discusso molto, in Russia, su un serial tv che va in onda quotidianamente alle 18. Diretto da una giovane regista russa, ha per protagonisti alcuni veri studenti, che recitano in orario di lezione, rappresentando senza troppi pudori quello che accade nel loro liceo, nella periferia di Mosca ; i ragazzi bevono birra e si ubriacano a scuola, fumano spinelli, parlano in modo volgare, si mostrano duri, violenti e privi di valori.

Il serial tv ha suscitato un vespaio di polemiche perfino in Parlamento, poiché alcuni deputati hanno chiesto che venga posta una censura. Secondo loro infatti lo show darebbe un’immagine a senso unico dei giovani russi di oggi, una visione troppo negativa e drastica, senza possibilità d’uscita. La regista si difende, sottolineando che lo scopo dello sceneggiato è di mostrare le problematiche reali e le difficoltà degli adolescenti odierni, che troppo spesso la televisione sceglie di nascondere o non considerare. A questo link potete trovare l’articolo di Repubblica.it da cui ho tratto il riassunto http://www.repubblica.it/scuola/2010/01/18/news/mosca_scuola_serial-1996361/

Cosa pensate di questa vicenda? Siete convinti anche voi che non sia giusto dare un’immagine così forte dei ragazzi, e che possano esistere esempi sicuramente positivi, diversi da quelli di chi fuma o beve anche a scuola? Oppure pensate che sia questa la realtà “nuda e cruda” e sia giusto mandarla in onda? Può essere un modo per cercare di risolvere questi problemi?