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Dopo aver parlato a lungo di alcool e di sostanze stupefacenti illegali, qualcosa va detto anche a proposito dei notissimi e sempre più diffusi energy drink, ai quali il nostro blog ha fatto riferimento in alcuni post. Certo non è facile parlare di bevande che, se non altro, hanno il vantaggio di non contenere alcool neppure in minima quantità: si è infatti portati quasi naturalmente a ritenerle bibite innocue e che, a differenza delle comuni birre o degli alcolpops (Bacardi Breezer e simili) non pongono apparentemente grandi problemi per chi deve mettersi alla guida e rischia di essere un pericolo per gli altri, oltre che per se stessi. Il fatto è che anche gli energy drink, prima di tutto, contengono sostanze psicoattive (ovviamente legali) tra cui la caffeina. Per fare un esempio, in una bevanda come la RedBull, molto conosciuta e popolare, è contenuto l’equivalente di 3-4 tazzine di caffé, una quantità di per sé sufficiente ad avere un’elevata azione eccitante sul nostro organismo. E’ documentato inoltre dalle ricerche scientifiche che un abuso di caffeina provoca nervosismo, stati di irritabilità, ansia, ed ovviamente insonnia non di rado accompagnata da tachicardia e palpitazioni. Dunque anche la presunta azione “benefica” degli energy drink consumati prima di un’attività sportiva è decisamente un falso mito.Poi c’è il pericolo di un consumo di energy drink uniti all’alcol: in questo caso la pericolosità aumenta perché tali bevande non fanno percepire la fatica, la stanchezza e la sonnolenza derivanti dal consumo di alcolici, dunque portano chi le consuma a sottovalutare i pericoli, ad esempio se deve mettersi alla guida. Infatti quella persona crederà di avere i riflessi a posto, di poter avere una piena visibilità, di saper valutare gli ostacoli, ed invece si tratterà di una pura illusione.

Ma veniamo alla diffusione commerciale di queste bevande, che oggi appaiono sempre più pubblicizzate e che fanno presa tra i giovani e non solo. Di seguito vi propongo due spot.

Il primo, non diffuso in Italia, riguarda la Burn energy drink e punta molto, come vedrete, su un tema accattivante, quello della prestazione.

Il secondo è invece più famoso ed è una delle tante pubblicità della RedBull che, come recita uno slogan divenuto classico “ti mette le ali”:

Quali messaggi vi vengono in mente analizzando questi due spot?

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Come si può leggere da un recente articolo del Seattle Times, sembra che i magggiori produttori di alcolici (compreso il colosso Bud) abbiano da tempo escogitato nuovi modi per attrarre i giovanissimi al consumo. Un caso emblematico è quello dei cosiddetti alcolpops, che vengono venduti in bottiglie colorate o decorate, e presentano un sapore dolce molto simile a quello dei succhi di frutta.

Proprio questo sapore fa dimenticare che si tratta di bevande con un tasso alcolico anche superiore a quello di una birra. Ancor più del Bacardi Breezer, molto diffuso anche in Italia, i drink americani Sparks Red, Four Loko o Joose contengono una buona percentuale di alcol, per di più mescolato a caffeina, con un effetto estremamente pericoloso specie per i giovanissimi. Infatti la caffeina, che a differenza dell’alcol è uno stimolante, è in grado di confondere il sistema nervoso, mascherando la normale sensazione di stanchezza che può subentrare nel consumo di sostanze alcoliche.

Sembra quindi che i produttori di alcolici abbiano scoperto una nuova frontiera, ovvero una sintesi tra i primissimi alcolpops (tipo Bacardi Breezer) e i tanto diffusi energy drinks contenenti caffeina ed altre sostanze (pensiamo ad esempio alla RedBull), con un volume di alcol mediamente superiore, in percentuale, alle normali birre. A questo vanno aggiunte le strategie di marketing sempre più sofisticate, e la scelta, come detto all’inizio, di rendere tali bevande estremamente accattivanti ed attrattive per i ragazzi.