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Come annunciato dal profilo Facebook dell’Assessore regionale allo sport Matteo Rossi, e riportato anche dal sito Genova24.it [trovate qui l’articolo], è stata approvata la proposta di legge che di fatto dà il via libera all’uso in terapia del dolore dei farmaci a base di cannabis. Presentata dallo stesso Rossi, la proposta era stata in precedenza bocciata dal Governo e dalla Corte Costituzionale, ma ora che il Consiglio regionale ha acconsentito (22 favorevoli e 5 astenuti), anche la Liguria si prepara come altre regioni italiane a poter prescrivere questi farmaci, che secondo molti avrebbero efficacia nel trattamento antalgico, oltre che per molte patologie a livello neurologico.

Sull’impiego delle medicine a base di cannabis, come spesso accade quando si parla di cannabinoidi ed affini, le opinioni sono al momento fortemente divergenti. I detrattori di queste sostanze ne sottolineano gli effetti collaterali, ma da questo punto di vista non va dimenticato che molti farmaci usati comunemente in terapia del dolore e a base oppiacea sono altrettanto “pesanti” per l’organismo, se non addirittura peggiori.

Probabilmente l’approvazione di questo provvedimento anche in altre Regioni consentirà di uscire da considerazioni che vengono abitualmente condotte su base ideologica, e quindi da quel dibattito, piuttosto sterile per la verità, che oppone antiproibizionisti e proibizionisti e che finora non ha portato da nessuna parte. Considerati sul piano farmacologico, i cannabinoidi (peraltro sintetizzati in laboratorio e non certo somministrati come i più comuni stupefacenti!) forse possono rappresentare, al pari di altre sostanze, una speranza per molti malati. Con ciò non si vuole qui difendere apertamente una politica di “legalizzazione”, ma soltanto cominciare ad aprire una breccia in un muro che francamente appare troppo alto ed ingiusto.