Posts contrassegnato dai tag ‘consumo alcol’

Da qualche mese ormai sul blog affrontiamo l’argomento delle nuove bevande quali gli energy drink e gli alcolpops, sottolineandone l’incredibile diffusione. Stando a quanto dicono le statistiche e gli articoli in materia [uno dei più interessanti è a questo link, su Drog@News], si tratterebbe di un vero e proprio boom dei consumi soprattutto tra i più giovani. Gli energy drink permettono di sopportare meglio i ritmi frenetici del ballo e dello sballo del weekend (e non solo), per via dell’elevato contenuto di sostanze quali caffeina e taurina. Proprio qui, tuttavia, si trova la loro pericolosità: tali bevande danno l’illusione d’essere più svegli, per via degli eccitanti che contengono, e soprattutto non fanno percepire immediatamente gli effetti dell’alcol. In realtà, non sono assolutamente in grado di smaltire questi stessi effetti, né di contrastarli in alcun modo. Evidentemente, ciò può rivelarsi pericoloso per chi si mette alla guida, sopravvalutando le proprie capacità e i propri riflessi appunto perché si sente più sveglio e scattante; secondariamente, il consumatore di energy drink sarà portato quasi naturalmente ad assumere poiù bevande alcoliche nella stessa serata, poiché non ne sente subito l’effetto inebriante. Se ciò non bastasse a dare un’idea dei rischi connessi all’uso di queste sostanze legali, si può ancora dire che molti di questi prodotti, contenendo elevate quantità di caffeina (in certi casi si può arrivare all’equivalente di 4 tazzine in una sola lattina) possono causare tachicardia ed aumento della pressione sanguigna, fattori evidentemente problematici per chi abbia un qualunque tipo di problema cardiaco o di ipertensione (e a volte, magari, non sa neppure di averlo!). Il pericolo maggiore, comunque, oltre che dall’abuso di tali bevande, viene dalla loro assunzione insieme ad alcolici, fenomeno davvero frequente tra i giovani. Infine, una nota che smentisce l’efficacia di prodotti come la Redbull per gli sportivi: dato che la caffeina ha anche delle proprietà diuretiche, può aumentare la disidratazione già naturalmente provocata dalla perdita di liquidi con il sudore. Eppure, i consumi dilagano, spinti da campagne pubblicitarie e denominazioni sempre più ad effetto, che, specialmente nei Paesi anglosassoni, chiamano in causa personaggi dei fumetti (Daredevil) o perfino sostanze stupefacenti (Cocaine). Vi sono Stati che hanno messo fuori commercio gli energy drink, ma qui da noi siamo ben lontani da tali provvedimenti.

Di seguito trovate uno degli spot più noti di una di queste bevande, uscito anche in Italia (la versione riportata è tuttavia spagnola):

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Arriva dagli Stati Uniti una delle ultime frontiere dello sballo, che sembra riunire in sé due delle tendenze problematiche più diffuse del nostro tempo. Si chiama significativamente drunk-anoressia, e consiste nella scelta, prevalentemente da parte delle ragazze, di non consumare cibi per 24 o anche 48 ore, per poi assumere grandi quantità di alcolici senza ingrassare. Come è noto, infatti, le bevande alcoliche hanno un apporto calorico piuttosto elevato, e questo spaventa chi vive con l’ossessione di un corpo iper-snello; evidentemente, però, poche di queste ragazze paiono disposte a rinunciare ad un must come lo sballo del venerdì o del sabato sera. Così prevale il rifiuto del cibo, un altro dei grandi problemi del nostro tempo. La volontà di imitare i modelli televisivi, di adeguarsi agli stereotipi femminili quotidianamente proposti dai reality e dai talk-show, come ricordano il libro e il documentario Il corpo delle donne, di Lorella Zanardo, fa passare in secondo piano tutto il resto. A ciò s’aggiunge l’ulteriore influsso del sistema pubblicitario nel propagandare una vita vissuta al massimo, con l’acceleratore premuto, con la perenne ricerca dello sballo, meglio se condito da additivi di vario genere. Si creano così nuovi pericolosissimi mix di normalità devianti, come le abbiamo talvolta definite: “normali” perché perfettamente inscritte nel sistema dei consumi e nella cultura oggi dominante, “devianti” perché pur sempre nocive per il corpo e la mente. Si ricercano super-corpi prestanti, atletici, scolpiti, possibilmente da filmare, fotografare e far risaltare con ogni mezzo, mentre parallelamente si assumono sostanze che in un modo o nell’altro rovinano o debilitano quegli stessi corpi. Spinti dalla volontà di avere e di far vedere iper-corpi, molti finiscono per ottenere ipo-corpi, sempre più estranei, problematici e sconosciuti ai loro stessi “proprietari”.

La drunk-anoressia, comunque la si voglia chiamare, è forse un fenomeno ancora limitato in Italia, ma che probabilmente, sulla scia di altre mode, non tarderà ad arrivare. Per affrontarla è necessario ampliare le nostre vedute, fare in modo che i nostri discorsi tocchino temi sempre più vasti e delicati: non solo il consumo di alcol e sostanze psicotrope, coi suoi effetti fisici (e legali), ma anche, ad esempio, il rapporto con il proprio corpo e la concezione della donna nella nostra società dei consumi.

[Per approfondimenti, consiglio la lettura del blog http://www.ilcorpodelledonne.net/ o la visione del documentario; per l’articolo originale sulla drunk-anoressia, rimando al link http://www.blitzquotidiano.it ]

Nell’ambito del nostro lavoro sugli spot e sul consumo di sostanze, ho pensato di proporvi uno spot abbastanza recente di un alcolico, il Martini. Quali spunti e riflessioni suscita in voi?