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La notizia era purtroppo prevedibile, date le terribili condizioni in cui versava il 17enne lucchese, ma ci colpisce ugualmente. Il ragazzo non ce l’ha fatta, i suoi organi interni erano irrimediabilmente danneggiati dal mix di droghe assunto durante il party di Halloween al Leoncavallo. Subito si è aperta la polemica anche a livello politico, con gli amministratori locali pronti alla “linea dura” e alla chiusura dei locali del noto spazio autogestito milanese; parallelamente, si sono aperte le inchieste sulla composizione chimica dell’ecstasy che sembra aver ucciso il ragazzo. In verità, tutto ciò fa passare in secondo piano molte altre cose, tra cui il fatto che la causa principale del decesso non sia da attribuire alla sola pasticca, ma, probabilmente, alla contemporanea assunzione di ecstasy, cannabis e alcol, i cui effetti collaterali sono largamente imprevedibili e dunque pericolosissimi. Purtroppo non di rado, ultimamente, assistiamo a questa forma di consumo che, come dicevamo nei precedenti post, non si orienta nemmeno più verso alcune sostanze in particolare, ma punta solo allo sballo sfrenato del fine settimana, all’interno di un’esistenza quotidiana che, per molti giovani, continua invece a rimanere “normale” nei restanti giorni, nei quali si lavora o si studia come se nulla fosse. Pronti, invece, a stordirsi nel delirio di una notte. Certo, può far comodo dire che si deve chiudere un locale, ma non si capisce come ciò possa risolvere un problema culturale ampio e generalizzato, che va al di là di questo terribile episodio e di questo preciso contesto (il centro sociale) e coinvolge, in verità, quasi tutti gli àmbiti di divertimento attuali. Si mischiano incautamente droghe (legali ed illegali) in discoteca, ai rave, ai concerti, alle feste tra amici, allo stadio e in moltissimi altri luoghi e momenti di aggregazione. Di fronte a questa ubiquità del consumo, chiudere un locale pare davvero troppo poco, anche per sentirsi a posto con la coscienza.

[fonte articolo: La Stampa.it ; fonte immagine: http://www.leoncavallo.org/spip/article.php?id_article=1906]

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Secondo il World Drug Report 2010 presentato alcuni giorni fa a Washington, il consumo di sostanze, che pare essersi stabilizzato nei paesi più sviluppati, sarebbe invece in vertiginoso aumento in quelli in via di sviluppo. In particolare si segnala una notevole crescita delle droghe sintetiche di tipo amfetaminico, con un aumento del 20% dei laboratori clandestini dove queste sostanze sono prodotte e da cui parte successivamente il loro smercio. Purtroppo si tratta, come più volte abbiamo sottolineato, di una produzione e di una diffusione estremamente difficili da monitorare ed affrontare. Eravamo abituati a questo fenomeno in Europa, ma ora sembra che numerosi paesi in via di sviluppo si stiano, per così dire “aggiornando” a questo consumo; ciò viene inoltre a legarsi con situazioni spesso drammatiche e complesse da sradicare, ad esempio la presenza di fortissime organizzazioni criminali o cartelli della droga e la corruzione di numerose istituzioni locali. Tra le situazioni più terribili, abbiamo sottolineato quella del Messico, ma non vanno dimenticati paesi come la Guinea-Bissau, recentemente vittima di un colpo di Stato, e la Giamaica dove, ben oltre il tradizionale ed estremamente popolare consumo di cannabis, il fenomeno-droga sta assumendo contorni sempre più cupi e drammatici. Accanto alle droghe “più tradizionali”, come eroina e cocaina, dunque, sembrano riprendere campo quelle sintetiche, con un mercato che sa rinnovarsi giorno per giorno sfruttando abilmente anche il veicolo del Web.

[FONTE: dronet.org 24 giugno 2010. Per approfondimenti: http://www.affaritaliani.it/cronache/giamaica_assediata_60_morti.html ; http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_messicana_della_droga ; http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/guinea-bissau/guinea-bissau/guinea-bissau.html ]

Nei giorni scorsi ho ritrovato su Internet [anche grazie all’importante contributo del Centro di Documentazione Steadycam, http://www.progettosteadycam.it] il video di un’intervista di 2 anni fa al dottor Riccardo Gatti, dove si affronta il delicato tema delle sostanze con particolare riferimento alle droghe sintetiche (ecstasy e pasticche in genere) e, più in generale, al mercato, fattore da cui è impossibile prescindere quando si parla del fenomeno del consumo di stupefacenti. L’intervista tocca alcuni punti essenziali, tra i quali: la pericolosità dell’assunzione di sostanze anche al di là della dipendenza, la diffusione delle droghe sintetiche secondo vie o “rotte” diverse da quelle dell’eroina, della cocaina o della cannabis, l’imponente giro d’affari che sta dietro allo spaccio internazionale.

Dalla recente analisi previsionale Prevo.Lab, realizzata dalla Regione Lombardia e dal Dipartimento Dipendenze della Asl milanese, emerge, per il triennio 2009-2012, la possibilità di un sostanziale cambiamento nei consumi di sostanze.

Parte di questo mutamento sarebbe dovuto alla crisi economica mondiale che dura da ormai un anno e che ha notevolmente modificato l’atteggiamento delle persone verso tutti i beni di consumo. In particolare i consumatori tendono a risparmiare su beni di prima necessità, concentrandosi su prodotti che diano un alto grado di soddisfazione emotiva.  A ciò va aggiunto l’atteggiamento della popolazione giovanile, che guarda sempre più con diffidenza al futuro, ricercando divertimenti immediati e tentando di ritagliarsi momenti di svago, piacere o sballo.

Da questo punto di vista cambia radicalmente il modo di intendere anche il consumo di particolari “beni” quali le sostanze psicotrope: l’alcol, ad esempio, non sembra più una sostanza utilizzabile per favorire la socializzazione, ma piuttosto una fonte di esperienze alteranti e di sballo in sé.

Per lo stesso motivo, l’analisi di Prevo.Lab suggerisce che nell’immediato futuro possa aumentare anche il consumo di sostanze illegali ad alto potere eccitante (o in qualche caso allucinogeno) come le metamfetamine o l’ecstasy, il cui tasso di crescita è previsto in aumento, rispetto per esempio a quello della cocaina, anche per via di una netta diminuzione dei prezzi. Chi ricorre a queste sostanze solitamente non è interessato tanto a sopportare faticosi ritmi ed ossessive performance , quanto piuttosto a trovare una forma di divertimento  immediato, una sorta di “nicchia di piacere” oppure (come accade per l’eroina, anch’essa prevista in forte aumento), una completa separazione (alienazione) dalla realtà.

A questo link potete trovare il Bollettino Previsionale completo: http://www.famiglia.regione.lombardia.it/shared/ccurl/841/848/PREVISIONE%202012.pdf