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morgan-nuovo-disco-e-confusione-allorizzonteIl cantante Morgan è stato ricoverato in ospedale; secondo molti si tratterebbe di un problema di abuso di farmaci. La notizia è stata diffusa da fonti ufficiali e non, tanto che subito si è scatenato un tam-tam mediatico che ha provocato la reazione dello stesso Morgan. L’artista avrebbe richiesto maggiore riservatezza sulle proprie condizioni di salute e pare non abbia gradito l’ennesima discussione pubblica sui suoi problemi personali.

Di fatto, però, quello che Morgan sembra dimenticare è che fu lui, due o tre anni fa, a suscitare le prime polemiche nei canali televisivi e sui giornali, dichiarando di utilizzare abitualmente la cocaina “come antidepressivo”. A queste affermazioni shock fecero seguito dibattiti in TV nei principali talk show, con tanto di immancabili correzioni e smentite del diretto interessato. Oggi la questione si ripropone, non per bocca di Morgan ma di altri e non a proposito della cocaina ma probabilmente di altre sostanze. Il tema di fondo però è sempre lo stesso: non tanto l’uso di droghe (legali o illegali che siano) da parte di personaggi dello spettacolo, ma il possibile impatto pubblico di certi comportamenti e certe dichiarazioni, soprattutto sui più giovani. In tutto questo, accade anche che chi non si prende la responsabilità delle proprie “sparate”, finisca inconsapevolmente per diventarne a sua volta vittima..

ImmagineCi sono dati sui consumi giovanili di sostanze che sovente rimangono nell’ombra, rispetto ai più eclatanti dati statistici che vengono forniti a proposito dell’abuso di alcol nei fine settimana, delle sostanze illecite o dell’avvento di nuovi comportamenti a rischio. Parliamo del consumo di farmaci legali, anche se assunti senza prescrizione medica. Si va dalle pillole per le diete agli stimolanti come il Ritalin, dagli stabilizzatori di umore ai tranquillanti per dormire. Si trovano in discoteca, in strada, ma soprattutto su Internet, nelle centinaia di farmacie online che offrono prodotti senza ricetta, ricorrendo a strategie di marketing sempre più innovative.

Reperibili ed apparentemente meno stigmatizzati proprio perché legali, questi prodotti, secondo lo studio ESPAD 2011 a cura del CNR (eseguito su un campione di 50mila soggetti), sono oggi consumati da un 5,4% di giovani italiani, contro il 4,5% dello studio dell’anno 2007. Si inizia presto, a 15 anni circa, e i farmaci si prendono dagli amici, dagli spacciatori oppure sul Web. (altro…)

Non solo droghe ed alcol, non solo le nuove e potenti smart drugs: accanto a questi prodotti, legali o illegali che siano, prolifera un consumo notevole di psicofarmaci, sovente prescritti con troppa facilità, o sovente reperiti dal consumatore da un mercato dello spaccio che resta in costante evoluzione e trasformazione.

Negli Stati Uniti il fenomeno dell’abuso di farmaci (in numerosi casi sino all’overdose) è talmente preoccupante da aver superato quello di alcune sostanze come l’eroina e la cocaina. In Italia, benché non si arrivi ancora a certi estremi, sono già presenti alcuni “campanelli d’allarme”: giorni fa l’unità operativa del SerT di Bologna ha diffuso la notizia di un crescente consumo di Rivotril in associazione con alcol soprattutto fra i tossicodipendenti di strada e i senza tetto. Il Rivotril, oggi forse più popolare come sostanza d’abuso rispetto a certi suoi predecessori quali Roipnol, Minias e Tavor, viene prescritto piuttosto facilmente dai medici di base e soprattutto è un farmaco esentato. Per questo motivo è assai reperibile, non solo per i consumatori ma anche per chi desidera spacciarlo. I suoi effetti, uniti a quelli degli alcolici, non sono troppo dissimili da quelli dell’eroina.

Se questa è la situazione per gli homeless e i tossicodipendenti di strada, va aggiunto che i farmaci costituiscono un crescente problema anche per persone assolutamente “insospettabili”, perché tutt’altro che ai margini della società. Basti ricordare che il Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute del 2010 riportava un aumento del consumo di antidepressivi nella popolazione generale di alcune zone del Centro e del Nord Italia, tra cui Liguria, Emilia-Romagna e la Provincia autonoma di Bolzano. A questo vanno aggiunti i dati dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale per le Tossicodipendenze, sempre del 2010, nei quali si parlava di un 5,8% di adolescenti liguri che hanno fatto uso, almeno una volta nella vita, di sedativi, tranquillanti o farmaci per l’iperattività, di un 4,9% di utilizzatori di farmaci per le diete. Lo 0,4% invece ha dichiarato di utilizzarli abitualmente. Chiaramente non si parla per forza, in questi casi, di un uso al di fuori della prescrizione medica, ma questo forse aiuta a riflettere maggiormente su come tanti farmaci vengano somministrati talvolta con eccessiva facilità, segno tangibile di una medicalizzazione della nostra società che, senza un’educazione appropriata per contenerne gli effetti, rischia di assumere col tempo toni sempre più preoccupanti.

Secondo una recente indagine statistica, sarebbero almeno 2,5 milioni gli italiani over 65 che, per motivi diversi, si rifugiano nell’alcol, nei farmaci o perfino nelle droghe illegali. La crescita dei consumatori anziani sarebbe addirittura del 10% rispetto ad un anno fa. Particolarmente diffusi risultano i farmaci oppiacei, i sedativi, gli analgesici e gli antidepressivi.

Dove vanno ricercate le cause di questo “consumo della terza età”? Probabilmente nella crescente solitudine, ma anche, secondo alcuni, nella depressione conseguente alla fine dell’attività lavorativa.. Inoltre la crisi economica in atto ormai da un anno e mezzo ha inciso in modo pesante sulla vita degli anziani. Il risultato è, parallelamente all’aumento dei consumi, una percentuale sempre più alta di decessi per patologie cardiovascolari o tumori, in gran parte dovuti ad un pesante consumo di alcol o ad un abuso di farmaci.