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Riportiamo oggi una notizia, pubblicata in Italia da Repubblica, relativa ad un’iniziativa della polizia di Cardiff, in Galles. Le forze dell’ordine locali, esasperate dalle esagerazioni di molti giovani universitari della città gallese, hanno scelto di rendere pubbliche le fotografie di questi ragazzi, nella speranza che ciò possa servire a sensibilizzare sul problema dell’abuso di alcol.

La galleria, visibile sul sito di Repubblica.it al link http://www.repubblica.it/persone/2011/10/11/foto/cardiff_giovani_e_alcol_le_strade_della_vergona-23041511/1/?ref=HRESS-2 , mostra alcune ragazze accovacciate ai lati della strada, visibilmente provate dall’assunzione di alcolici, ed altri giovani in atteggiamenti piuttosto spensierati.

Non si sa quanto questa iniziativa servirà realmente a colpire l’opinione pubblica e soprattutto a raggiungere i giovani, facendo riflettere su come l’alcol sia diventato da tempo un problema molto serio, soprattutto per i comportamenti a rischio ad esso correlati. Di sicuro farà discutere la scelta di pubblicare certe foto che, all’opposto, potrebbero anche suscitare un desiderio di emulazione più che di repulsione. Che ne pensate?

A giudicare da un articolo comparso sul quotidiano “Il Mattino” nei giorni scorsi, pare che il Capodanno a Napoli e dintorni abbia lasciato strascichi molto pesanti non solo per quanto riguarda i feriti (e la vittima) dei tradizionali botti, più o meno legali. Sembra infatti che almeno una decina di adolescenti siano finiti in coma etilico nella prima notte del 2011. Il coma dato da un’eccessiva assunzione di alcolici non va affatto trascurato: può condurre infatti a gravissime complicazioni anche a livello respiratorio, o addirittura alla morte. Non va dimenticato, poi, l’impatto che un consumo esagerato di alcol può avere sul fegato, e specialmente sull’organismo dei giovanissimi, che è ancora in fase di sviluppo. Eppure, anche la cronaca locale sembra confermare quello che le statistiche dicono da qualche anno, cioè che si sta abbassando l’età del consumo di alcolici, con particolare rilevanza per il fenomeno delle “abbuffate alcoliche” o binge drinking. Sempre più importante risulta dunque una corretta campagna di sensibilizzazione degli adolescenti (e dei giovani adulti, coinvolti anch’essi in prima persona in questi comportamenti), per evitare altri Capodanni, ma anche altri weekend, “col botto”..

Da quanto si può leggere sul sito Dronet.org, e dal report annuale del SAMHSA (Substance Abuse and Mental Health Services Administration), realizzato sulla base di un sondaggio su circa 45 milioni di statunitensi, sembra che il problema della depressione sia in forte aumento tra i giovani. Circa 2 milioni di adolescenti americani ha vissuto una depressione acuta nell’ultimo anno. Il 35,7% di questi adolescenti, inoltre, ha fatto uso di sostanze. Sembra esservi quindi una co-presenza dei due fenomeni, che tuttavia non colpiscono soltanto la realtà giovanile: rispetto al 2008, infatti, il consumo di stupefacenti pare aumentato dello 0,7% nella popolazione generale. Da questo punto di vista, i dati recentemente diffusi in Italia sulle droghe risulterebbero in controtendenza, benché rispetto alla Relazione annuale al Parlamento di qualche mese fa (in cui si parlava del 25% in meno di consumi) il Dipartimento Antidroga abbia poi decisamente  “corretto il tiro”. Resta un problema che nell’articolo di Dronet non viene nominato, ovvero quello dell’alcol, che almeno nel nostro Paese rappresenta l’urgenza principale con cui fare i conti.

Come si può leggere da un recente articolo del Seattle Times, sembra che i magggiori produttori di alcolici (compreso il colosso Bud) abbiano da tempo escogitato nuovi modi per attrarre i giovanissimi al consumo. Un caso emblematico è quello dei cosiddetti alcolpops, che vengono venduti in bottiglie colorate o decorate, e presentano un sapore dolce molto simile a quello dei succhi di frutta.

Proprio questo sapore fa dimenticare che si tratta di bevande con un tasso alcolico anche superiore a quello di una birra. Ancor più del Bacardi Breezer, molto diffuso anche in Italia, i drink americani Sparks Red, Four Loko o Joose contengono una buona percentuale di alcol, per di più mescolato a caffeina, con un effetto estremamente pericoloso specie per i giovanissimi. Infatti la caffeina, che a differenza dell’alcol è uno stimolante, è in grado di confondere il sistema nervoso, mascherando la normale sensazione di stanchezza che può subentrare nel consumo di sostanze alcoliche.

Sembra quindi che i produttori di alcolici abbiano scoperto una nuova frontiera, ovvero una sintesi tra i primissimi alcolpops (tipo Bacardi Breezer) e i tanto diffusi energy drinks contenenti caffeina ed altre sostanze (pensiamo ad esempio alla RedBull), con un volume di alcol mediamente superiore, in percentuale, alle normali birre. A questo vanno aggiunte le strategie di marketing sempre più sofisticate, e la scelta, come detto all’inizio, di rendere tali bevande estremamente accattivanti ed attrattive per i ragazzi.