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Dopo la recente modifica del codice della strada, che prevede il test antidroga per chi deve conseguire la patente, è arrivato anche il giro di vite sulle strade. Il tester per gli stupefacenti, già sperimentato in altre città, è ora in dotazione anche alla Polizia Municipale genovese, che nell’ultimo weekend ha effettuato i controlli nel centro città.

Per il momento pare che nessuno sia ancora risultato positivo alla droga (la macchina riconosce la presenza di cannabinoidi, amfetaminici, oppiacei ed altro), mentre ancora una volta nel fine settimana alcuni automobilisti sono stati denunciati per guida in stato d’ebbrezza.

[FONTE: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/05/09/AMTDrzfD-controlli_notte_prima.shtml ]

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Oggi desidero proporvi l’intervista, realizzata da Fabio, uno studente della classe II RA dell’Istituto Primo Levi di Busalla (GE), al gestore di un bar della Valle Scrivia. Il lavoro rientra in un progetto sviluppato dal Centro di Solidarietà con alcuni istituti superiori, riguardante il tema dell’alcol. Per indagare come venga percepito il consumo di questa sostanza legale all’interno della nostra società, abbiamo pensato di suggerire ai ragazzi di realizzare interviste dirette a persone diverse. Nelle prossime settimane inserirò nuovi esempi di questo lavoro.

Ciao, mi piacerebbe farti qualche domanda a proposito del consumo di alcol, visto che in qualche modo vivi questo aspetto da vicino. Conosci molta gente che fa spesso uso di alcolici?

Sì. La mia esperienza di 25-26 anni come barista mi porta a dire che purtroppo ce n’è parecchia che lo usa anche in maniera non idonea. Anche persone molto giovani, a parte persone mature che magari lo sanno anche sopportare o controllare. Spesso e volentieri tanti giovani bevono in maniera scorretta, velocemente, mischiano alcolici diversi: grappa, piuttosto che whisky, rum e pera, gin lemon, tutto mischiato così…

Quale rapporto c’è, dal tuo punto di vista, tra la legge e questa sostanza?

Un rapporto sbagliato, di non conoscenza,  secondo me. E’ un problema, e, anche se non voglio darmi la zappa sui piedi, ci vorrebbero più controlli. Ci vorrebbe un rapporto diverso, anche di maggiore conoscenza e applicazione della legge.

La legge impedisce in qualche modo il consumo di alcol?

Lo impedisce per i minorenni, perché poi non impedisce nulla, sta a noi baristi vedere se una persona è ubriaca.

A parte il discorso alcol e guida.

Beh certo. Poi io come barista ho anche l’obbligo, se vedo che uno è ubriaco, di non dargli più da bere e anche, se necessario, di chiamare i carabinieri, anche se mi dice “voglio ancora da bere”.

Il fine settimana viene molta gente da te per utilizzare alcolici?

Sì è uno dei punti di ritrovo in Valle dopo tutta la settimana di lavoro. La gente si rilassa, si sfoga un pochino. Il maggior numero di persone usano alcolici, l’analcolico non è molto diffuso.

Si tratta di consumatori abituali o occasionali?

Nel mio caso più abituale, clienti fissi della Valle. Ogni tanto arriva qualcuno da Genova o da fuori, però diciamo che il maggior afflusso è quello di clienti abituali.

Nel tuo bar vengono molti minorenni per far uso di alcol?

Fortunatamente no e comunque in bassissima percentuale. Per il bene loro, mio e dei genitori (volente o nolente conosco i genitori di tutti questi ragazzini della valle) non voglio neanche io che frequentino il locale. Preferisco lavorare con clienti più adulti.

Perfetto. Ti ringrazio per la tua collaborazione.

La notizia è apparsa oggi sul Secolo XIX di Genova: in un locale della nostra città, in una delle ultime serate specificamente dedicata ai giovanissimi, si offrivano chupito in omaggio alle ragazze. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, siamo infatti abituati alle mille forme di promozione di alcolici e superalcolici nei bar, anche attraverso volantini e pubblicità sul Web.. Il problema è che, ad un controllo dei carabinieri, si è scoperto che i ragazzi e le ragazze che si trovavano l’altra sera nel locale e consumavano alcolici erano, per la maggior parte, al di sotto dei 16 anni, limite previsto per la vendita di alcol nei bar e negli esercizi commerciali. Risultato: denuncia del locale e proposta di chiusura per trenta giorni.

Il fatto dimostra quello che abbiamo già in parte trattato in altri post e nelle discussioni in classe: non sempre le norme che regolamentano la vendita di alcol ai minori vengono rispettate dai gestori, benché di recente si siano intensificati i controlli, almeno nei bar, nei pub e nei ristoranti.

A questo link trovate l’articolo originario del Secolo http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/02/22/AMHuEOPD-albikokka_minorenni_blitz.shtml

E’ di questi giorni la notizia che il Comune di Milano ha deciso di rinnovare a tempo indeterminato l’ordinanza che vieta non solo la vendita di alcolici ai minori di 16 anni (già prevista per legge), ma anche il consumo da parte degli stessi. I minori sorpresi a consumare bevande alcoliche (per la verità pochi, a giudicare dal servizio del tg2 che vi propongo di seguito) ricevono una sanzione amministrativa pari a circa 450 euro, multa che ovviamente nella maggior parte dei casi viene pagata dai genitori.

Che pensate di questa ordinanza, anche da quanto emerge dal video?