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Dopo le discusse dichiarazioni di David Nutt sulla pericolosità dell’alcol e delle altre sostanze, anche l’ex sotto-segretario ed ex responsabile delle politiche antidroga, Bob Ainsworth, fa parlare di sé, con una richiesta abbastanza forte. Ainsworth ha infatti sostenuto che si dovrebbero legalizzare tutte le droghe (senza distinzione tra “leggere” e “pesanti”), per eliminare l’attuale mercato clandestino, che incide in misura notevole soprattutto sui più deboli e svantaggiati. Nella sua ipotesi, gli oppiacei, la cocaina ed altre sostanze dovrebbero essere regolamentate attraverso apposite ricette mediche, mentre la cannabis si potrebbe distribuire tranquillamente nei negozi come le tabaccherie. In questo modo, secondo l’ex sottosegretario, si combatterebbe un potentissimo traffico internazionale, prevalentemente gestito da organizzazioni criminali molto potenti. Ma, viene da chiedersi, sarebbe giusto che lo Stato consentisse la vendita di certi tipi di sostanze, così come oggi fa con le droghe legali come l’alcol o il tabacco?

La notizia risale a qualche giorno fa, ma era nell’aria da circa un anno. La California, storico teatro di grandi rivoluzioni culturali e musicali negli anni ’60 (San Francisco, gli hippy, la psichedelia), ha deciso di chiamare alle urne, il prossimo novembre, i cittadini per un referendum del tutto particolare: la proposta del governatore (peraltro ultra-conservatore) Arnold Schwarzenegger è quella di legalizzare la marijuana ad uso personale. In realtà tutto nasce, fondamentalmente, da due grandi spinte: da un lato coloro che già da tempo lavorano per promuovere l’uso terapeutico della sostanza, dall’altro l’enorme deficit dello Stato californiano. Così si vuole arrivare, nelle parole di Richard Lee, promotore del referendum, a risanare le casse dello Stato attraverso una tassazione sull’erba ad uso personale. Secondo alcuni,la legalizzazione potrebbe ridurre la spesa pubblica di circa 7 miliardi di dollari l’anno, assicurando un consistente gettito fiscale.

Se le ragioni di questa proposta sono essenzialmente economiche (non va infatti dimenticato che la California è in buona parte uno stato tradizionalista e conservatore), c’è chi tuttavia la sostiene da un altro punto di vista. Tra questi il cantante inglese Sting, per il quale la politica repressiva di molti Paesi non sta affatto risolvendo il problema, ma sta solo criminalizzando il consumo e riempiendo le carceri, causando per lo più una grande dispersione di risorse economiche. Viceversa, legalizzare le cosiddette droghe leggere permetterebbe, secondo Sting, di tassarle e di riutilizzare questo denaro per la ricerca sulle malattie o la lotta alla povertà.

Come la pensate su questo argomento? E’ giusto puntare su politiche più restrittive, oppure può essere una buona soluzione quella della legalizzazione?

[FONTI: http://www.soundsblog.it/post/10422/sting-la-guerra-alla-droga-sta-fallendo-legalizziamo-la-marijuana

http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=10077&Itemid=50 ]