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Oggi vi propongo un nuovo videoclip, stavolta di tutt’altro genere. La canzone è “Beautiful Thieves” degli A.F.I. (A Fire Inside), il testo per la verità non è semplicissimo e le traduzioni che vengono fornite sulla Rete non sono molto precise.

Il video invece è piuttosto interessante e a mio parere può lasciare spazio a varie interpretazioni. Chi sono secondo voi i “bellissimi ladri” di cui si parla nel titolo? E come mai questo video così particolare? Proviamo a capire cosa vogliono comunicarci gli A.F.I. in questa canzone…

Oggi abbiamo scelto di trattare una tematica in netto contrasto con il contenuto dell’ultimo post. Nella precedente news del blog abbiamo riportato infatti le dichiarazioni di alcune rockstar, favorevoli al consumo di droghe. Stavolta abbiamo pensato di proporre la storia di un movimento alternativo, nato come sotto-genere del punk americano, lo straight edge, che presenta alcune particolarità interessanti per il nostro progetto. Ringrazio Luca De Martino (III AS Majorana) che ha realizzato l’articolo, al quale ho fatto qualche piccola aggiunta.

Lo StraighEdge, conosciuto anche come sXe, è un movimento nato tra la fine degli anni 70 e gli inizi dell’80. E’ stata forse la voce più fuori dal coro della musica, infatti con se portava un sacco di stranezze per quegli anni: niente tabacco, niente droghe e niente alcol, con lunghi periodi di astinenza dal sesso, a volte perfino il vegetarianismo. Il nome si deve al primo gruppo che lanciò questo movimento in modo effettivo: i Minor Threat, la cui canzone più famosa si chiama appunto Straight Edge e risale al 1981. Il contesto musicale era quello dell’hardcore punk, vivo già dalla fine degli anni ’70. Un altro tratto caratteristico fu il rifiuto, da parte di queste band, di identificarsi totalmente con una moda o un abbigliamento: il look era per lo più essenziale e casuale (jeans scuciti, magliette, felpe), ma privo della ricercatezza e degli estremi (creste colorate, borchie e quant’altro) del primo punk.

All’inizio questo movimento si sviluppò nelle zone di Washington DC e New York, e i vari gruppi legati allo sXe erano idealizzati sul Punk ‘77 e sulle idee di individualismo, idee vive già un po’ di tempo prima dei Minor Threat. Negli anni nacquero molti altri gruppi e lo straight edge iniziò a diffondersi un pò ovunque. Tra i gruppi più importanti si possono ricordare Gorilla Biscuits, Judge, Bold, Youth of Today, Chain of Strength e Slapshot, tutti caratterizzati da ritmi rapidissimi, canzoni di breve durata, testi di protesta e ribellione sociale.

Negli anni 90 i gruppi dello sXe erano conosciuti ormai in tutto il mondo. Molti affermano che i membri dello sXe erano potenzialmente violenti e spesso usavano la violenza per diffondere i loro ideali. In questo periodo si accentuò anche il vegetarianismo (anche nella sua variante più rigida, quella vegan) che fu propagandato come ideale politico-sociale, e insieme a questo molti gruppi iniziarono anche ad occuparsi di diritti umani ed animali. I media americani fecero a lungo apparire  il movimento straight edge come semplice gang di violenti. Come risposta a queste accuse i gruppi iniziarono a tenere concerti anche con band che non condividevano al cento per cento il loro ideale, per poter diffondere la loro voce. La X rimase il simbolo del movimento, veniva disegnata sulla mano. la variante fu messa dai Minor Threat, che al posto delle tre stelle della bandiera di Washington avevano messo, in modo provocatorio, tre X. La filosofia straight edge ha poi avuto qualche piccolo seguito anche nella scena alternativa di altri paesi, compresa l’Italia.

I Minor Threat

Quel che colpisce non è solo la scelta, da parte dello straight edge, di temi politici radicali, quanto proprio il secco no a qualsiasi forma di dipendenza da sostanze, sia illegali sia legali. Gruppi come i Minor Threat, i Gorilla Biscuits e gli Youth of Today, pur nell’essenzialità della loro musica, fatta di pochi accordi e rigorosamente rispondente alla filosofia del do-it-yourself (i componenti delle band realizzavano a mano le copertine ed auto-producevano i propri dischi, in aperta polemica con le major discografiche), si ribellarono alla logica che per anni aveva dominato, e probabilmente rovinato, il rock’n roll ed il punk: al posto del “no future” cantato a squarciagola come urlo disperato dai Sex Pistols (presto caduti nel tunnel della droga, di cui Sid Vicious rimase vittima), e al posto delle esperienze psichedeliche e lisergiche degli anni ’60 e ’70, gli straight edge proponevano una ribellione sociale altrettanto forte nelle parole, ma anche più cosciente e molto meno auto-distruttiva. Forse il messaggio più alternativo mai proposto dal rock nel suo insieme.

Qua sotto potete ascoltare un pezzo dei Gorilla Biscuits abbastanza rappresentativo del movimento straight edge.