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E’ di questi giorni la notizia, negli Stati Uniti, di un aumento dei casi di cannibalismo. Sotto i riflettori, in particolare, un uomo che ha sfigurato una vittima mangiandogli il viso, e un altro che, arrestato dalla polizia, avrebbe minacciato di voler sbranare gli agenti. Tutto questo che c’entra con le sostanze? Apparentemente nulla, se non il fatto che i due avevano assunto “sali da bagno” (bath salts), come riferito dalle autorità americane. Dietro a questa dicitura si nascondono in verità droghe molto diverse (per lo più catinoni sintetici), accomunate dal fatto di essere quasi sempre delle smart drugs, ovvero nuove droghe definite impropriamente “furbe” (smart) perché capaci di eludere i controlli di legge, essendo mascherate in forme diverse: concimi, deodoranti per ambienti, spray e, appunto, sali da bagno. (altro…)

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Secondo quanto riportato ieri nell’ambito della National School on Addiction dalla dottoressa Claudia Rimondo del Dipartimento per le Politiche Antidroga, il fenomeno della diffusione di sostanze via Web assume giorno per giorno contorni preoccupanti. Su circa 1600 siti analizzati dal Dipartimento, il 18% ha un approccio promozionale verso le droghe illegali, il 10% le vende ed il 9% spiega le tecniche per coltivarle o produrle in laboratorio. I numeri sono impressionanti, specie se incrociati con i dati di una ricerca, “EU Kids”, sull’uso delle nuove tecnologie da parte dei giovanissimi: il 10% degli adolescenti visita regolarmente siti dedicati all’uso delle sostanze, mentre solo il 5% consulta siti anti-droga o di prevenzione.

Preoccupano in particolare due categorie di siti pro-droga, le farmacie online e i drugstore. (altro…)

Si chiama krokodil e si tratta di un’alternativa “casalinga” alla più costosa eroina. I tossicodipendenti russi la preparano facendo bollire e distillando un miscuglio di desomorfina, un oppiaceo sintetico estremamente potente e derivato dalla codeina, con altri ingredienti tra cui lo iodio. Questa nuova droga causa in media 30 mila morti l’anno in Russia, e provoca rapidamente dipendenza. Chi la consuma è costretto a farlo ogni due-tre ore, per l’insopportabile dolore causato dalle crisi di astinenza. Il nome, krokodil, deriva dagli effetti atroci: una volta iniettata, provoca ascessi, fa assumere alla pelle un colore verdastro, quindi la fa rapidamente marcire. I dipendenti da questa sostanza, quando si trovano all’ultimo stadio, paiono scheletri sventrati dalla droga: la pelle, cadendo, lascia intravedere addirittura le ossa. La Russia si trova oggi ad affrontare una nuova terribile piaga sociale, che devasta chi non può neppure permettersi una dose d’eroina.

(fonte: http://www.cufrad.it/news.php?id_news=8982 )

Secondo fonti molto recenti, su Internet sta cominciando a circolare una nuova droga sintetica, la ivory wave (letteralmente “onda d’avorio), destinata probabilmente a sostituire il più famoso mefedrone, recentemente bandito in molti Stati europei. Se il mefedrone veniva venduto per lo più via Web in forma di concime per piante, questa nuova droga, mix di più sostanze per il momento ancora ignote, viene presentata sotto forma di normalissimi sali da bagno. Secondo gli esperti, la ivory wave avrebbe effetti allucinogeni e di iperattività, tuttavia la non conoscenza attuale sui suoi reali componenti chimici induce per ora ad una certa prudenza.

Di fatto, si conferma quello che anche nel recente rapporto ORED sulla diffusione di sostanze in Lombardia si andava dicendo, in base alle stime del laboratorio previsionale Prevo.Lab, e cioè che una buona fetta del mercato degli stupefacenti, specie delle nuove droghe, si svolge ormai su Internet, e ciò ovviamente comporta una maggiore difficoltà ad intercettare e contrastare tempestivamente lo spaccio del nuovo millennio.

[notizia originale su Aduc.it]

Nonostante la lotta intrapresa dalle istituzioni contro la diffusione di questo fenomeno, sembra che il consumo di smart drugs (“droghe furbe”) sia tutt’altro che diminuito. Anzi, l’immissione sul mercato di nuove potenti sostanze che eludono i controlli di legge è davvero incessante. Alcune notizie dei giorni scorsi, apparse sul sito ADUC (http://droghe.aduc.it/notizia/deodoranti+sballare_121840.php), segnalavano la presenza di cannabinoidi sintetici in particolare in Veneto dove, nonostante la recente chiusura di vari smart shop, risulta ancora relativamente semplice procurarsi queste sostanze. Si tratta per lo più di spray, deodoranti per ambienti ed altri prodotti, nei quali è presente un principio attivo affine a quello della cannabis, ma sintetizzato in laboratorio ed estremamente più potente, tanto da risultare potenzialmente letale.

Per dare un’idea del fenomeno smart drugs, oggi molto diffuso anche a causa del commercio via Internet, indichiamo di seguito una video-intervista al dott. Maurizio Gomma del Dipartimento veronese delle Dipendenze