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ImmagineAgli inizi di marzo partirà tra Milano e Verbania un corso di alta formazione per gli operatori del terzo settore, delle ASL, della scuola e degli enti locali, intitolato “Tra media e peer education. Modelli e pratiche per una prevenzione 2.0”. Il corso , promosso dall’Università Cattolica di Milano insieme all’associazione Contorno Viola (che da anni lavora nell’educazione tra pari), alla cooperativa Lotta contro l’Emarginazione e alla ASL VCO, si propone di diffondere modelli di prevenzione dei comportamenti a rischio e promozione della salute, incentrati sulla comunicazione tra pari e sull’utilizzo dei media digitali. Le lezioni si svolgeranno tra marzo a giugno e riguarderanno diversi temi tra cui la gestione dei gruppi, l’universo adolescenziale, la comunicazione nell’era del Web 2.0.

Il corso, particolarmente interessante ed innovativo nelle sue tematiche, si riallaccia ad una discussione emersa negli ultimi 2-3 anni tra operatori del sociale, in particolare nel convegno svoltosi a novembre 2010 ad Alba, intitolato “Nativi digitali” (per una sintesi degli argomenti trattati si veda questo sito: http://cssnatividigitali.wordpress.com/programma-completo/ ). Oltre a porsi come un’ottima opportunità di formazione, potrà rappresentare, a nostro avviso, anche un’ulteriore occasione di confronto tra educatori, insegnanti ed altri professionisti provenienti da realtà geografiche e sociali differenti, in un periodo certo non facile per il mondo del sociale, nel quale più che mai s’impone l’esigenza di progetti innovativi, efficaci e sostenibili. 

Si chiama “Le bolle d’alcol” ed è un video che mette insieme slogan, interviste e opinioni dei ragazzi: lo hanno realizzato, al termine dello scorso anno scolastico 2010-2011, gli studenti dell’Ente di Formazione professionale “Forma” di Chiavari (GE), nell’ambito del progetto “Attiv@mente”, a cura del Centro di Solidarietà di Genova e finanziato dalla Provincia. Il video rappresenta un tentativo, da parte di alcuni adolescenti, di comunicare ai propri coetanei un messaggio di prevenzione dei rischi associati al consumo di alcolici tra i giovani, in un’ottica di educazione tra pari.

Le riprese, i dialoghi, le interviste ed il tema sono stati interamente scelti dagli studenti, che precedentemente avevano partecipato ad un ciclo di incontri informativi sul tema del consumo di alcol e sostanze illegali con gli educatori del settore Prevenzione del Centro di Solidarietà di Genova, con alcuni operatori del SerT della Asl3 e della Asl4,  con la Polizia Stradale e la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Da qualche settimana è online un sito interamente progettato e realizzato da ragazzi e destinato ad altri ragazzi: Attiv@mente è nato da un progetto di peer education sviluppato dal Centro di Solidarietà di Genova e finanziato dalla Provincia di Genova, che ha visto collaborare la Polizia Stradale, la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni e alcuni operatori del SerT della Asl3 genovese e della Asl4 di Chiavari (GE). Sia la grafica, sia le sezioni, sia i contenuti del sito sono stati decisi durante gli incontri con gli studenti di 6 istituti della Provincia, che hanno svolto con gli operatori una serie di incontri informativi sul tema del consumo di alcol ed altre sostanze psicoattive e che si cimenteranno, nei prossimi mesi, nella stesura di articoli e news su varie tematiche riguardanti gli adolescenti. Attualmente sono presenti articoli di salute, attualità e società, musica, cinema, sport e molti altri argomenti.

Al sito sono collegati anche un blog per rendere commentabili tutti gli articoli inseriti, un profilo Twitter per la segnalazione degli aggiornamenti ed un gruppo di Facebook riservato alla redazione che si occupa di realizzare le news. La speranza è che nei prossimi mesi Attiv@mente possa crescere sia come progetto sia come spazio online, coinvolgendo altre scuole e a ricaduta anche altri utenti della Rete, in un’ottica di Web peer education.

Giovedì 9 giugno alle h. 9,30 presso la Sala del Consiglio della Provincia di Genova si terrà l’evento finale del progetto “Attiv@mente”, condotto durante quest’anno scolastico dal Centro di Solidarietà di Genova e finanziato dalla Provincia, e che ha visto coinvolti come partner la Polizia Stradale, la Polizia Postale ed alcuni operatori del Ser.T della ASL3 di Genova e della ASL4 di Chiavari. Il progetto ha riguardato la prevenzione del consumo di alcol ed altre sostanze psicoattive ed è stato realizzato in modalità di educazione tra pari, su sei Istituti della Provincia genovese: l’Istituto “Majorana-Giorgi”, l’I.P.S.S.A.R. “Nino Bergese” e l’I.I.S. “Vittorio Emanuele – Ruffini” di Genova, l’I.I.S. “Natta-Deambrosis” di Sestri Levante (GE), l’Istituto “Primo Levi” di Borgo Fornari (GE) e l’ente di formazione professionale “Forma” di Chiavari (GE).

Gli studenti coinvolti (circa 120), hanno svolto incontri in qualità di peer leader con alcuni loro coetanei (per un totale di circa 300 ragazzi) e hanno inoltre progettato i contenuti e la struttura di un sito Web, già online all’indirizzo http://www.attivamentenoi.it , e del relativo blog http://attivamentenoi.blogspot.com . Il sito, pensato in forma di Web magazine gestito da ragazzi e destinato ad altri ragazzi, rappresenta uno spazio in cui discutere liberamente di varie tematiche, dalla salute al tempo libero, dall’attualità al mondo del divertimento giovanile, mediante articoli e news, partendo dal presupposto che la partecipazione sia uno dei motori principali per la prevenzione del disagio e la promozione della salute. L’evento del 9 giugno sarà l’occasione per riepilogare le attività svolte durante l’anno e per presentare ufficialmente il sito “Attiv@mente”, alla presenza di alcune autorità tra cui il Presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, l’Assessore all’istruzione e alle politiche giovanili Francesco De Simone, il Presidente del Centro di Solidarietà di Genova Enrico Costa ed il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Giuliana Pupazzoni. Saranno altresì presenti i partners del progetto ed i ragazzi coinvolti quest’anno. Ci sarà spazio per testimonianze, proiezioni di materiali video e per una presentazione valutativa del progetto nel suo insieme.

Da qualche anno in Italia si parla della peer education come una metodologia che vuole rafforzare l’efficacia della comunicazione, rendendo protagonisti i ragazzi quali portavoce di messaggi informativi o dissuasivi verso i propri coetanei. Già sperimentata con successo in varie regioni italiane per tematiche quali l’AIDS, le malattie sessualmente trasmissibili e la dipendenza da sostanze legali ed illegali (anche il progetto “Prevenzione 2.0” ha condiviso il metodo dell’educazione tra pari), la peer education comincia a riguardare anche la Rete, i suoi limiti ed i suoi rischi.

Il video che trovate qui sotto, realizzato da alcuni ragazzi di una scuola superiore di Roma, riguarda il delicato tema dei social network e delle relazioni che possono crearsi oggi con questi strumenti, nel bene e nel male. A volte i nostri rapporti con gli altri sono “filtrati” e questo può far dimenticare l’autenticità della comunicazione e della relazione.. Senza demonizzare in modo eccessivo la Rete, il filmato tratta molto bene questa tematica. Che ne pensate?