Cercando su Youtube ho appena trovato questo video, davvero interessante, realizzato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Il messaggio a mio parere risulta abbastanza semplice e diretto, e lo spot mi pare ben costruito. Voi che ne pensate?
Cercando su Youtube ho appena trovato questo video, davvero interessante, realizzato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Il messaggio a mio parere risulta abbastanza semplice e diretto, e lo spot mi pare ben costruito. Voi che ne pensate?
Ancora una volta inserisco un video suggerito da uno degli studenti che collaborano al progetto, Maurizio, al quale vanno i complimenti per la scelta del tema e della canzone, decisamente adatta alle nostre discussioni. Aggiungo che questa ennesima segnalazione sul rapporto tra musica attuale e “pubblicità alle sostanze” avviene in un momento quanto mai appropriato, dopo la polemica che ha coinvolto Morgan e che ha portato perfino ad una puntata di “Porta a Porta”.
(Del caso-Morgan torneremo probabilmente a parlare nei prossimi giorni, appena sarà in streaming anche su Youtube il video di “Porta a Porta”)
Informiamo i lettori del blog che mercoledì 3 febbraio alle ore 17.30 , presso il Librocaffé “La Passeggiata”, in Piazza S. Croce 21 a Genova (nei dintorni di piazza Sarzano, telefono 010 2543644), si terrà la presentazione ufficiale del volume “Perché non rischiare? Forme di relazione e di espressione corporea nella promozione della salute e nella prevenzione al disagio in adolescenza“, a cura di Roberto Buzzi, Florinda Leo, Nicoletta Vaccamorta e Marco Vagnozzi. L’evento sarà condotto, in qualità di moderatrice/presentatrice, dalla dott.ssa Luisa Stagi dell’Università di Genova (Facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze Antropologiche).
Sono largamente invitati a partecipare insegnanti, educatori, studenti della scuola e dell’università e tutti coloro che siano interessati alla tematica della promozione della salute tra gli adolescenti.
Su segnalazione di Maurizio A. , uno dei ragazzi coinvolti nel progetto, carico una canzone dei Negrita che contiene riferimenti abbastanza espliciti alle sostanze, in particolare quelle allucinogene. Che ne pensate?
Oggi abbiamo scelto di trattare una tematica in netto contrasto con il contenuto dell’ultimo post. Nella precedente news del blog abbiamo riportato infatti le dichiarazioni di alcune rockstar, favorevoli al consumo di droghe. Stavolta abbiamo pensato di proporre la storia di un movimento alternativo, nato come sotto-genere del punk americano, lo straight edge, che presenta alcune particolarità interessanti per il nostro progetto. Ringrazio Luca De Martino (III AS Majorana) che ha realizzato l’articolo, al quale ho fatto qualche piccola aggiunta.
Lo StraighEdge, conosciuto anche come sXe, è un movimento nato tra la fine degli anni 70 e gli inizi dell’80. E’ stata forse la voce più fuori dal coro della musica, infatti con se portava un sacco di stranezze per quegli anni: niente tabacco, niente droghe e niente alcol, con lunghi periodi di astinenza dal sesso, a volte perfino il vegetarianismo. Il nome si deve al primo gruppo che lanciò questo movimento in modo effettivo: i Minor Threat, la cui canzone più famosa si chiama appunto Straight Edge e risale al 1981. Il contesto musicale era quello dell’hardcore punk, vivo già dalla fine degli anni ’70. Un altro tratto caratteristico fu il rifiuto, da parte di queste band, di identificarsi totalmente con una moda o un abbigliamento: il look era per lo più essenziale e casuale (jeans scuciti, magliette, felpe), ma privo della ricercatezza e degli estremi (creste colorate, borchie e quant’altro) del primo punk.
All’inizio questo movimento si sviluppò nelle zone di Washington DC e New York, e i vari gruppi legati allo sXe erano idealizzati sul Punk ‘77 e sulle idee di individualismo, idee vive già un po’ di tempo prima dei Minor Threat. Negli anni nacquero molti altri gruppi e lo straight edge iniziò a diffondersi un pò ovunque. Tra i gruppi più importanti si possono ricordare Gorilla Biscuits, Judge, Bold, Youth of Today, Chain of Strength e Slapshot, tutti caratterizzati da ritmi rapidissimi, canzoni di breve durata, testi di protesta e ribellione sociale.
Negli anni 90 i gruppi dello sXe erano conosciuti ormai in tutto il mondo. Molti affermano che i membri dello sXe erano potenzialmente violenti e spesso usavano la violenza per diffondere i loro ideali. In questo periodo si accentuò anche il vegetarianismo (anche nella sua variante più rigida, quella vegan) che fu propagandato come ideale politico-sociale, e insieme a questo molti gruppi iniziarono anche ad occuparsi di diritti umani ed animali. I media americani fecero a lungo apparire il movimento straight edge come semplice gang di violenti. Come risposta a queste accuse i gruppi iniziarono a tenere concerti anche con band che non condividevano al cento per cento il loro ideale, per poter diffondere la loro voce. La X rimase il simbolo del movimento, veniva disegnata sulla mano. la variante fu messa dai Minor Threat, che al posto delle tre stelle della bandiera di Washington avevano messo, in modo provocatorio, tre X. La filosofia straight edge ha poi avuto qualche piccolo seguito anche nella scena alternativa di altri paesi, compresa l’Italia.
Quel che colpisce non è solo la scelta, da parte dello straight edge, di temi politici radicali, quanto proprio il secco no a qualsiasi forma di dipendenza da sostanze, sia illegali sia legali. Gruppi come i Minor Threat, i Gorilla Biscuits e gli Youth of Today, pur nell’essenzialità della loro musica, fatta di pochi accordi e rigorosamente rispondente alla filosofia del do-it-yourself (i componenti delle band realizzavano a mano le copertine ed auto-producevano i propri dischi, in aperta polemica con le major discografiche), si ribellarono alla logica che per anni aveva dominato, e probabilmente rovinato, il rock’n roll ed il punk: al posto del “no future” cantato a squarciagola come urlo disperato dai Sex Pistols (presto caduti nel tunnel della droga, di cui Sid Vicious rimase vittima), e al posto delle esperienze psichedeliche e lisergiche degli anni ’60 e ’70, gli straight edge proponevano una ribellione sociale altrettanto forte nelle parole, ma anche più cosciente e molto meno auto-distruttiva. Forse il messaggio più alternativo mai proposto dal rock nel suo insieme.
Qua sotto potete ascoltare un pezzo dei Gorilla Biscuits abbastanza rappresentativo del movimento straight edge.
Sul tema dell’alcol e della guida vi propongo questo video, realizzato da un gruppo di studenti dell’ITIS “Avogadro” di Torino, che contiene alcuni possibili spunti per le nostre riflessioni:
In questi ultimi giorni si è discusso molto, in Russia, su un serial tv che va in onda quotidianamente alle 18. Diretto da una giovane regista russa, ha per protagonisti alcuni veri studenti, che recitano in orario di lezione, rappresentando senza troppi pudori quello che accade nel loro liceo, nella periferia di Mosca ; i ragazzi bevono birra e si ubriacano a scuola, fumano spinelli, parlano in modo volgare, si mostrano duri, violenti e privi di valori.
Il serial tv ha suscitato un vespaio di polemiche perfino in Parlamento, poiché alcuni deputati hanno chiesto che venga posta una censura. Secondo loro infatti lo show darebbe un’immagine a senso unico dei giovani russi di oggi, una visione troppo negativa e drastica, senza possibilità d’uscita. La regista si difende, sottolineando che lo scopo dello sceneggiato è di mostrare le problematiche reali e le difficoltà degli adolescenti odierni, che troppo spesso la televisione sceglie di nascondere o non considerare. A questo link potete trovare l’articolo di Repubblica.it da cui ho tratto il riassunto http://www.repubblica.it/scuola/2010/01/18/news/mosca_scuola_serial-1996361/
Cosa pensate di questa vicenda? Siete convinti anche voi che non sia giusto dare un’immagine così forte dei ragazzi, e che possano esistere esempi sicuramente positivi, diversi da quelli di chi fuma o beve anche a scuola? Oppure pensate che sia questa la realtà “nuda e cruda” e sia giusto mandarla in onda? Può essere un modo per cercare di risolvere questi problemi?
Nell’ambito del nostro lavoro sugli spot e sul consumo di sostanze, ho pensato di proporvi uno spot abbastanza recente di un alcolico, il Martini. Quali spunti e riflessioni suscita in voi?
Negli ultimi giorni il sito del quotidiano “Il Giornale” ha pubblicato un articolo dedicato al Direttore del Dipartimento Nazionale Antidroga, dottor Giovanni Serpelloni. Lo potete trovare a questo link: http://www.ilgiornale.it/interni/ecco_medico_notte_che_da_la_caccia_cocktail_eroina-antrace/10-01-2010/articolo-id=412616-page=0-comments=1 , ma l’articolo è stato anche commentato e citato sul sito del dottor Riccardo Gatti, Droga.net .
Oltre alla lunga intervista a Serpelloni, che rivela i molteplici impegni di questo “medico della notte” (come viene ribattezzato dal quotidiano), contro la diffusione della droga tra i giovani, vi invito a leggere con particolare attenzione i commenti che si trovano sotto l’articolo de “ilgiornale.it”. Alcuni di essi traggono conclusioni piuttosto dure e drastiche sulla realtà giovanile, che secondo me meriterebbero una discussione ben più approfondita.